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Coronavirus. Papotto (Cisl Medici): “Rischioso richiamare i medici in pensione. Fare spazio ai giovani”


Per il segretario nazionale della Cisl Medici, l’emergenza coronavirus propone una riflessione sulle proposte già presentata in passato dal sindacato in merito alla Laurea abilitante e alla equiparazione a specializzazione in medicina generale. “Le giovani leve sono pronte ad entrare in un mondo del lavoro ormai in affanno per il prolungato blocco del turn over”. Invece “richiamare colleghi ormai in pensione, vista l'età e l'esposizione al virus, è più rischioso”

03 MAR - “Quando si manifestano emergenze come il Covid19 un sistema sanitario unico al mondo come il nostro mostra tutta la propria efficienza, ma anche i propri limiti legati ad una dissennata regionalizzazione che non smetteremo mai di definire pericolosa e divisiva”. A dichiararlo, in una nota, è Biagio Papotto, segretario nazionale Cisl Medici.

Per Papotto ”la schizofrenica e confusa serie di iniziative del governo e delle Regioni, comunicate in maniera talvolta contraddittoria, il blocco degli esami di abilitazione alla professione medica, i successivi appelli all’ammissione in deroga ai giovani colleghi in attesa per poter partecipare alla selezione per le scuole di specializzazione e di formazione di medicina generale seguita dalla successiva revoca di tale blocco, ci ha fatto tornare in mente le nostre vecchie proposte della Laurea abilitante e della equiparazione a specializzazione in medicina generale”.

“In momenti come questo - ha continuato Papotto -  occorre avere norme precise, agili e nello stesso tempo rispondenti a criteri di chiarezza e garanzia, perché richiamare colleghi ormai in pensione, vista l'età e l'esposizione al virus, è più rischioso che semplificare l'accesso alle giovani leve pronte ad entrare in un mondo del lavoro ormai in affanno per il prolungato blocco del turn over”.


Dal segretario nazionale della Cisl Medici un plauso all'aumento del numero delle borse di studio per le specializzazioni, “ma non essendo ancora sufficienti ne chiediamo almeno 12.000 l’anno ed anche un aumento cospicuo dei posti dei corsi di medicina generale. Perché non dare a questi corsi di medicina generale la dignità di specializzazione, visto che l'integrazione della medicina del territorio e ospedaliera proprio in questi momenti deve essere integrata in mezzi ed azioni grazie anche alla tecnologia che ci consente di avere apparecchiature sempre più precise e portatili a disposizione dei medici di famiglia e degli ospedalieri”.

“La Cisl Medici - conclude Papotto - da sempre si è battuta per i giovani e abbiamo chiesto e ottenuto più risorse nei contratti dei giovani neo assunti nella dipendenza, perché quindi non abolire un “antiquato” strumento di verifica come l'esame di abilitazione, che ormai è solo un’ulteriore pratica burocratica visto che il 99% degli aspiranti lo supera brillantemente e istituire la laurea abilitante”.

03 marzo 2020
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