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Coronavirus. L’acqua è sicura e il virus non è mai stato rilevato, ma aumentano i consumi

di Luca Lucentini, Pasqualino Rossi

Oggi è la Giornata Mondiale delle Nazioni Unite ed è l’occasione per una riflessione sull’impatto che l’epidemia avrà sull’ambiente. Spunti di riflessione e azione straordinari emergono infatti nelle attuali circostanze, in cui la scienza è, come raramente accade, accanto alla politica e al centro della comunicazione bidirezionale con i cittadini e la prevenzione basata sulle evidenze è unanimemente considerata un presidio di salute e un presupposto per ogni obiettivo di vita e sviluppo, in ogni area del pianeta

22 MAR - La pandemia da CoViD-19 ha stravolto ogni programmazione di eventi della Giornata mondiale dell’acqua, l’evento annuale delle Nazioni Unite del 22 marzo, ma anche arricchito i suoi contenuti. 
 
Spunti di riflessione e azione straordinari emergono infatti nelle attuali circostanze, in cui la scienza è, come raramente accade, accanto alla politica e al centro della comunicazione bidirezionale con i cittadini e la prevenzione basata sulle evidenze è unanimemente considerata un presidio di salute e un presupposto per ogni obiettivo di vita e sviluppo, in ogni area del pianeta.
 
Nell’attuale fase prolungata di emergenza possiamo contare su acqua sicura per servizi essenziali legati non solo all’approvvigionamento idro-potabile di famiglie e comunità, ma anche all’igiene personale: lavarsi le mani resta infatti una misura essenziale di prevenzione primaria per il controllo della trasmissione del Sars-CoV-19, delle strutture ospedaliere e degli ambienti domestici.
 
L’impatto della crisi attuale nel settore idrico oggi non riguarda certamente la sicurezza delle acque: il virus non è stato ad oggi mai rilevato nelle acque potabili e i sistemi idrici sono progettati e validati per l’efficacia nel controllo anche di virus enterici senza capsula, potenzialmente ben più presenti e resistenti del Sars-CoV-2 nelle risorse idriche, matrici acquose e acque reflue.
 
Si assiste però a un incremento importante dei consumi, superiori anche del 30-40% rispetto ai valori stagionali attesi, riconducibile a un maggior utilizzo dell’acqua per fini igienici e all’aumentata residenza domestica prolungata della gran parte della popolazione.
 
La crisi impatta anche su diverse componenti dei sistemi di gestione idrica e delle strutture di controllo ambientale e sanitario, anzitutto per la carenza di risorse umane dovuta anche al lockdown nei territori serviti. Tuttavia, in forza di straordinarie misure di controllo e piani di emergenza (in alcuni casi anche con scambi di risorse umane tra i sistemi nel territorio) si riesce a garantire continuamente forniture idriche sicure e comunicazione con la cittadinanza
In tale contesto è anche stabilita, di concerto con autorità sanitarie e gestori la sospensione di ogni operazione di manutenzione (fatta eccezione per azioni straordinarie di somma urgenza) che possa comportare impatti sulla continuità e qualità della fornitura.
 
Gli effetti del cambiamento climatico continuano a intensificarsi e ormai devono considerarsi ricorrenze ordinarie: l’inizio del nuovo anno ha visto solo un quarto delle precipitazioni rispetto al 2019, e una temperatura superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica. Il quadro è aggravato dai dati sui prelievi: l’Italia è il Paese europeo che presenta il maggior prelievo di acqua potabile con 419 litri/giorno per abitante (2018-19) corrispondenti a consumi di 237 litri/giorno per abitante dati i tassi di perdite medie prossime al 40 % - ma oltre il 50% proprio nelle aree soggette a siccità e scarsità idrica.
 
È fondamentale quindi essere consapevoli e attivi, trasponendo le conoscenze scientifiche sul piano politico, sul fatto che migliorare, o anche mantenere, i livelli attuali di raggiungimento degli obiettivi sostenibili è intrinsecamente legato all'acqua e ai cambiamenti climatici.  I pericoli legati all'acqua rappresentano infatti il 90% di tutti i pericoli naturali e la loro frequenza e intensità è generalmente in aumento.   
 
Iniziative italiane rilevanti stanno efficacemente affrontando in prevenzione le tematiche clima-ambiente-acqua e salute grazie al coordinamento della task-force della regione pan-europea sulla resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici che vede uniti in Italia i Ministeri della Salute e dell’Ambiente, la Conferenza Stato-Regioni ISS, ISPRA e SNPA, con contributi importanti di ARERA, delle strutture della gestione idrica e delle expertise dei territori.
 
In questo contesto, la ratifica italiana del Protocollo Acqua e Salute OMS-UNECE può rappresentare il quadro strategico di riferimento a livello di Paese per rafforzare il coinvolgimento di tutti i settori e gli attori in materia di gestione sostenibile e sicura di acqua e servizi igienico-sanitari, attraverso la condivisione e l’impegno per il raggiungimento di obiettivi nazionali prioritari da realizzarsi entro definite scadenze temporali.
 
Profondamente consapevoli che l’emergenza si combatte attraverso la prevenzione.
 
Luca Lucentini
Direttore Reparto Qualità dell’acqua e salute, Istituto Superiore di Sanità
 
Pasqualino Rossi
Direttore Ufficio Prevenzione del rischio chimico, fisico e biologico e promozione della salute ambientale, tutela salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Ministero della Salute
 
Link
Possibili nessi tra cambiamenti climatici e ambientali e COVID-19 https://www.thelancet.com/journals/lanplh/article/PIIS2542-5196(20)30035-8/fulltext
 (https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=82773)
 
Per approfondire
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=82163
https://www.who.int/publications-detail/water-sanitation-hygiene-and-waste-management-for-covid-19
https://www.worldwaterday.org/
https://www.worldwaterday.org/2020-home/share/covid-19-be-safe/

22 marzo 2020
© Riproduzione riservata

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