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Coronavirus e Aborto. Gallo (Associazione Coscioni) sollecita via libera a regime ambulatoriale per la Ivg farmacologica


Ed anche l’estensione del limite di tempo per effettuarla, da 7 a 9 settimane. “La tutela della salute è prioritaria in questo momento, ma bisogna ricordare al Governo che anche la salute delle donne, in base ad una legge del nostro Stato, la 194/78, è oggetto di tutela. Le soluzioni per non creare lesione di diritto ci sono. Occorre solo assumersi la responsabilità di attuarle”

09 APR - “Impedire l’accesso a un servizio essenziale, quale l’aborto, mettendo in dubbio la legge 194, costituisce un reato sempre, oltre che un danno enorme alla salute psico-fisica delle donne. Soprattutto in uno stato di emergenza, come quello attuale, se percorribile in base allo stato di salute della donna, l’alternativa farmacologica rappresenta una possibilità in grado di agevolare la procedura e, in questo momento di crisi, anche e soprattutto il rischio di contagio per la donna. Insieme altre associazioni di medici non obiettori e la rete pro-choice, chiediamo, quindi, di allinearci alle buone pratiche degli altri paesi europei, ammettendo il regime ambulatoriale per la IVG farmacologica, che oggi prevede invece una ospedalizzazione di 3 giorni, e l’estensione del limite di tempo per effettuarla, da 7 a 9 settimane. La tutela della salute delle donne deve essere salvaguardata sempre, anche e soprattutto in tempo di emergenza”.
 
Così Filomena Gallo, Segretario nazionale Associazione Luca Coscioni che,  in particolare in questo momento di grande emergenza, sottolinea la necessità di incentivare il ricorso alla Ru486, richiesta avanzata ieri anche dai ginecologi italiani, ammettendolo al regime ambulatoriale. E ricorda che già nel periodo precedente il diffondersi dell’epidemia un sondaggio SWG, commissionato da Associazione Luca Coscioni, evidenziava come più di 1 italiano su 3 riteneva necessario facilitare l’accesso all’Interruzione volontaria di gravidanza farmacologica permettendo il regime ambulatoriale, il trattamento a casa ed eliminando la raccomandazione del regime di ricovero ordinario.


Da tempo l’Associazione Luca Coscioni (firmataria dell’iniziativa oggetto dell’interrogazione parlamentare presentata dall’intergruppo Donne, diritti e pari opportunità e rivolta al Ministro della Salute Roberto Speranza) insieme all’associazione AMICA e altre associazioni, si sottolinea in una nota, porta all’attenzione delle istituzioni azioni a tutela del diritto delle donne a scegliere, tanto da presentare la campagna “Aborto al sicuro”, che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione in ogni regione d’Italia di proposte di legge che mirano a risolvere alcune delle principali criticità nell’applicazione della legge, la cui applicazione in ogni regione segue percorsi diversi.
 
L’Associazione Coscioni, inoltre, insieme ad altre 100 organizzazioni no-profit di tutta Europa, ha aderito ad un appello per chiedere ai Governi europei delle misure urgenti volte a garantire l’aborto durante la pandemia.

“La tutela della salute è prioritaria in questo momento – conclude Filomena Gallo –, ma bisogna ricordare al Governo che anche la salute delle donne, in base ad una legge del nostro Stato, la 194/78, è oggetto di tutela. Le soluzioni per non creare lesione di diritto ci sono. Occorre solo assumersi la responsabilità di attuarle”.

09 aprile 2020
© Riproduzione riservata


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