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Endocrinologia e Covid. Una scienza olistica al servizio dell’emergenza

di Andrea Lenzi

L’attitudine ad affrontare le non poche emergenze endocrinologiche, che si verificano nei nostri reparti e che sono sempre sistemiche e non solo specialistiche in senso stretto, la nostra preparazione ad avere, ad un tempo, una visione olistica e personalizzata del paziente ha molto giovato ai nostri specialisti ed anche ai nostri specializzandi in formazione

14 MAG - L’infezione da virus Sars-COV-2, in alcuni soggetti determina un’aberrante risposta infiammatoria con evidente interessamento internistico per coinvolgimento polmonare, cardiovascolare, coagulativo e nervoso. Proprio per l’intrinseca natura internistica, molti reparti di assistenza e assistenza-formazione specialistica di endocrinologia sono stati chiamati a collaborare agli sforzi di riorganizzazione dei nosocomi destinati a fronteggiare l’epidemia.
 
Come è ben noto, l’endocrinologo è uno specialista dedicato alla cura delle patologie ormonali e metaboliche, quindi è spesso identificato come il primo nella terapia di larga parte delle Malattie Non Trasmissibili (NCD), ma proprio la vocazione olistica dell’endocrinologo, di cui abbiamo spesso parlato in queste pagine di Quotidiano Sanità, e la sua abitudine ad essere il primo, inter pares, nel trattamento di patologie ad ampia diffusione sociale quali il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, l’infertilità, ma di essere anche lo specialista dedicato alle patologie ormonali che coinvolgono e sconvolgono l’organismo dalle diffusissime patologie tiroidee e delle altre ghiandole, alle malattie rare dell’area endocrino-metabolica, proprio questa vocazione, dicevo, ha reso noi endocrinologi estremamente flessibili davanti a questa emergenza.
 
Esiste, ovviamente, una differenza fra l’essere lo Specialista del benessere e della qualità di vita ad affrontare un’emergenza come questa. Questa pandemia ha colto anche di sorpresa, ma di certo non ha colto impreparate la componente medica e delle professioni sanitarie del nostro SSN, come dimostrato dagli eventi di questi mesi.
 
Per quanto riguarda gli endocrinologi, oltre all’attitudine ad affrontare le non poche emergenze endocrinologiche, che si verificano nei nostri reparti e che sono sempre sistemiche e non solo specialistiche in senso stretto, la nostra preparazione ad avere, ad un tempo, una visione olistica e personalizzata del paziente ha molto giovato ai nostri specialisti ed anche ai nostri specializzandi in formazione.
 
Tutti si sono rapidamente riconvertiti, chi assistendo i nostri pazienti in modalità a distanza o gestendo in presenza le situazioni urgenti ed indifferibili, chi affrontando le complicanze dei pazienti con patologie endocrino-metaboliche e contemporanea infezione da virus Sars-Cov2, chi trasformandosi in attore diretto della lotta nei reparti di area Covid.
 
Per quanto riguarda l’attività specialistica Endocrinologica in questo periodo posso riportare i dati dell’Area Endocrino Metabolica e Andrologica del Policlinico Umberto I che ho l’onore di coordinare. Nei due mesi dal 8 marzo al 8 maggio 2020 abbiamo ridotto alle sole prestazioni terapeutiche i ricoveri in DH rinviando quelle diagnostiche.
 
Per l’attività ambulatoriale, tutta l’attività diabetologica circa un centinaio di pazienti urgenti o indifferibili sono stati gestiti in presenza (con tutte le norme di sicurezza) e circa 400 in tele-consulto. Per quanto riguarda l’area endocrino-metabolica ed andrologica, abbiamo potuto dilazionare a giugno circa 3000 pazienti, circa 2700 sono stati assistiti in tele-medicina e circa 350 in presenza in quanto affetti da patologie urgenti o che richiedevano procedure indifferibili.
 
Per quanto riguarda le complicanze dei pazienti endocrinologici che hanno subito anche l’infezione Covid è sotto gli occhi di tutti. ed ampiamente documentato nella letteratura di questi due mesi. quanto diabete, obesità ed iposurrenalismo siano le situazioni in cui la co-infezione Covid-19 abbia provocato una complicazione nella patologia di base e reso estremamente rischiosa l’evoluzione della malattia virale, ove non controllata adeguatamente ed in tempo o nei casi in cui il paziente non era in condizioni di stabilizzazione della malattia endocrinologica di base per non aderenza terapeutica o per patologie correlate.
 
A questo aggiungiamo che le evidenze scientifiche dimostrano che alcune carenze ormonali sono, in maniera non del tutto inattesa, predisponenti all’aggravamento della malattia virale. Fra queste situazioni evidenzio la carenza di Testosterone, che si sta dimostrando essere una causa importante nella evoluzione più negativa della malattia internistica Covid correlata, dei maschi adulti in età avanzata. Su questo esiste già molta bibliografia prodotta proprio da molte Scuole Endocrinologiche italiane (vedi in coda solo la bibliografia di cui sono a conoscenza diretta).
 
Infine, venendo alla vera e propria riconversione in attività di reparti ENDO e del personale specialistico in Area COVID, il Collegio dei professori di endocrinologia ha svolto un’indagine specifica voluta dal prof. Ezio Ghigo dell’Università di Torino e dal Segretari o Generale Prof. Emmanuele A. Jannini, a cui abbiamo collaborato il Prof. Andrea Isidori e io stesso, e che è stata appena pubblicata su una rivista internazionale.
 
Per riassumere è stato chiesto ai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Endocrinologia (utilizzando questo campione per la semplicità e rapidità di coinvolgimento) di compilare una survey online fornendo i dati relativi ed unità di personale medico, strutturato e in formazione, personale infermieristico e tecnico, degenze ordinarie e day hospital (DH), che erano state messe a disposizione per la riorganizzazione della rete assistenziale nel periodo coincidente con la prima fase del lock-down (7 marzo – 7 aprile). L’adesione è stata completa: 35 sedi di Scuole afferenti a 45 Aziende Sanitarie). L’analisi è stata suddivisa su scala nazionale e per macroregioni: Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, con l’Emilia Romagna), Centro (Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria), Sud e isole (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) al fine di evidenziare le ben note differenze di impatto sul SSN.
 
Nel 22,9% dei casi, l’intero reparto di endocrinologia è stato convertito in posti letti per l’emergenza COVID (36,8 % al Nord), mentre un contributo pari ad almeno il 50% dei posti letto ordinari è stato dato nel 41,7% su scala nazionale, nel 68,4% al Nord, e nel 25,1% e 23,1% rispettivamente al Centro e al Sud (vedi figura).
 

Figura: Conversione degenze ordinarie
 
Per quanto riguarda la ricollocazione del personale specialistico (endocrinologi strutturati nel Sistema Sanitario Nazionale), nel 15.8 dei reparti del Nord Italia l’intero personale della struttura e in ben il 63,2% almeno metà del personale specialistico è stato utilizzato in attività COVID, lo stesso è accaduto in oltre un terzo delle strutture (33,4%) su scala nazionale.
 
La riorganizzazione ha comportato una riduzione o sospensione dell’attività di DH nell’89.6% delle strutture, ma nonostante la sospensione di tali ricoveri, come già detto per il Policlinico Umberto I di Roma, le attività sono proseguite con la copertura delle prestazioni urgenti e non-differibili nella totalità dei centri. Non meno rilevante è il dato relativo agli specializzandi in endocrinologia i quali sono stati molto spesso impegnati, come assistenti in formazione, nel fare fronte alla crisi sanitaria: circa il 50% dei nostri specializzandi ha, volontariamente, dato la propria adesione alla battaglia per questa emergenza in reparti Covid e tutti gli altri hanno proseguito la loro attività giornaliera nei reparti di origine.
 
Questi dati e gli altri derivanti dalla fortissima attività scientifica di questo periodo dimostrano che l’Endocrinologia italiana, in tutte le sue declinazioni, endocrinologica generale, diabetologica, metabolica e andrologica, è in grado di fornire un valido supporto alla tenuta del nostro sistema sanitario, sia di ricerca, che di formazione e, soprattutto in questo periodo, anche assistenziale ed umano, tanto che abbiamo definito questo periodo “ENDO-COVID” per mantenerne la memoria a noi ed ai nostri allievi.
 
Andrea Lenzi 
Presidente della Fondazione per la Ricerca della Società Italiana di Endocrinologia (FoRiSIE Onlus) e Professore di Endocrinologia all’Università di Roma La Sapienza

 
 
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14 maggio 2020
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