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Fase 2. Endocrinologi: “Dal 20 al 50% dei pazienti contagiati dal Covid-19 sono diabetici”


I soggetti diabetici ben controllati hanno riscontroato esiti positivi in caso di contagio da covid-19. Uno studio pubblicato su Cell Metabolism condotto da Hongliang Li ha sorpreso gli stessi autori: minore mortalità, minori complicazioni, meno interventi medici tra cui l’ossigoneterapia e la ventilazione meccanica nei diabetici sotto controllo. 

25 MAG - La fase 2 è iniziata e ora più che mai, i pazienti diabetici devono attenersi a regole rigorose, come il distanziamento sociale, la protezione individuale e soprattutto tenere sotto controllo la glicemia. A dichiararlo è Edoardo Guastamaccha, Presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) “A livello mondiale, - prosegue l’esperto - abbiamo riscontrato che dal 20% al 50% dei pazienti contagiati dal Covid-19 sono diabetici. L’esperienza vissuta ci ha arricchito e permesso di affrontare in maniera più consapevole e adeguata l’infezione da Covid-19 nei pazienti diabetici. È chiaramente emerso che i pazienti con diabete di tipo 2 sono a maggior rischio di esiti avversi in seguito al contagio, ma è anche emerso altrettanto chiaramente che gli esiti sono nettamente migliori nei soggetti con un buon controllo glico-metabolico”.

I soggetti diabetici ben controllati hanno riscontroato esiti positivi in caso di contagio da covid-19. Uno studio pubblicato su Cell Metabolism condotto da Hongliang Li ha sorpreso gli stessi autori: minore mortalità, minori complicazioni, meno interventi medici tra cui l’ossigoneterapia e la ventilazione meccanica nei diabetici sotto controllo.
 
D’ altra parte, a confermare l’importanza del controllo glicemico nella prognosi da infezione da Covid-19 si aggiunge un lavoro italiano, pubblicato su Diabets Care, coordinato da Raffaele Marfella, professore ordinario di Medicina Interna all'Università Vanvitelli che evidenzia come i valori di glicemia, al momento del ricovero, superiori a 140 mg si correlano con un aumentato rischio di mortalità. Lo studio ha inoltre evidenziato che i pazienti in cattivo compenso presentavano più alti livelli di infiammazione e di fattori protrombotici, che ovviamente portavano a maggiori complicanze respiratorie e cardiovascolari. Infine, gli stessi autori hanno sottolineato come una precoce terapia insulinica possa migliorare il quadro clinico, riducendo l’infiammazione, la coagulazione e quindi la mortalità.

Da quanto detto deriva chiaramente che i pazienti diabetici oltre che rispettare più rigorosamente le regole, non devono farsi trovare impreparati nell’eventualità del contagio da covid-19, perché l’aver seguito le regole potrebbe avere un ruolo salvavita.

Infine, è importante ricordare che il coronavirus ha mostrato una filìa per le B Cellule, pertanto durante il ricovero potrebbe insorgere un diabete non preesistente che, se non adeguatamente diagnosticato e curato, potrebbe peggiorare nettamente la situazione. In conclusione, si può affermare che il controllo glicemico sia prima che durante l’eventuale degenza, sia un obiettivo primario per i pazienti diabetici nell’intento di evitare una evoluzione severa dell’infezione da Covid-19.

25 maggio 2020
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