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Rna non codificante. Promettente biomarcatore per tumore gastrico

di David Douglas

Secondo uno studio condotto in Cina, l’RNA1 lungo non codificante è un efficace biomarker nell’individuare i tumori gastrici e differenziarli dalle lesioni precancerose. “Insieme all’endoscopia, il rilevamento dell’lncRNA-GC1 esosomiale circolante potrebbe migliorare il tasso di diagnosi precoce in pazienti con tumore gastrico e monitorare la progressione della malattia”, dice Lin Chen che ha condotto lo studio.

22 GIU - (Reuters Health) – Sulla base dei risultati di uno studio condotto in Cina, l’RNA1 lungo non codificante rappresenta un valido marker per il tumore gastrico (lncRNA-GC1) esosomiale circolante. “Insieme all’endoscopia, il rilevamento dell’lncRNA-GC1 esosomiale circolante potrebbe migliorare il tasso di diagnosi precoce in pazienti con tumore gastrico e monitorare la progressione della malattia”, dice Lin Chen, del Chinese People’s Liberation Army General Hospital di Pechino, che ha condotto lo studio.

Tra il 2016 e il 2019, il team di Chen ha studiato 522 pazienti con tumore gastrico (GC), 85 con lesioni gastriche precancerose e 219 donatori sani. Per la maggior parte (61,5%) si trattava di uomini e l’età media era 60 anni.

L’lncRNA-GC1 ha ottenuto migliori prestazioni diagnostiche rispetto ai biomarcatori standard, come il CEA, nella distinzione tra i pazienti con GC e i donatori sani (area sotto la curva, 0,9033). Inoltre, rispetto alle persone con cellule epiteliali gastriche normali, i livelli erano significativamente più elevati nei terreni di coltura delle cellule GC.

Il team ha riscontrato che l’lncRNA-GC1 conservava la sua efficienza diagnostica nel distinguere i pazienti con GC da quelli con lesioni gastriche precancerose e dai donatori sani. L’approccio si è mostrato di successo anche nei pazienti con GC che presentavano i biomarcatori standard negativi.
Inoltre, indipendentemente dal grado patologico e dalla classificazione di Lauren, i livelli di IncRNA-GC1 esosomiale circolante erano significativamente associati a GC in stadio da precoce ad avanzato, il che indica che “potrebbe riflettere accuratamente la progressione del GC”.

I ricercatori hanno anche stabilito che, in 49 pazienti con GC sottoposti a chemioterapia neoadiuvante, il 75,5% mostrava livelli ridotti di IncRNA-GC1. Il team conclude che i “risultati gettano una nuova luce sulla valutazione della chemioterapia neoadiuvante”.

Fonte: JAMA Surgery
 
David Douglas
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

22 giugno 2020
© Riproduzione riservata

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