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Covid. I pediatri italiani dicono sì ai vaccini per la fascia 5-11 anni


In attesa del via libera da parte degli organi regolatori europei e nazionali, al vaccino contro il Covid-19 anche per i bambini italiani, la Società italiana di pediatria e l'Associazione ospedali pediatrici italiani invitano le famiglie a confrontarsi con il proprio pediatra per le informazioni circa tempi e modalità per vaccinare i propri figli.La popolazione 0-12 anni, attualmente non vaccinabile, sta registrando un aumento dell’incidenza più elevato rispetto a tutte le altre classi di età. Risultano in aumento anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva.

12 NOV - “Bene la recente autorizzazione da parte dell’Fda del vaccino Covid-19 per la fascia di età 5-11, quale ulteriore e valido strumento di prevenzione dell’infezione e della diffusione del virus pandemico all’interno di tale fascia di popolazione”.
 
È questa la posizione espressa dalla Società italiana di pediatria (Sip) e dall’Associazione ospedali pediatrici italiani (Aopi) che in attesa del via libera al vaccino contro il Covid-19 anche ai bambini e alle bambine italiani da parte degli organi regolatori europei e nazionali, invitano le famiglie a confrontarsi con il proprio pediatra per le informazioni circa tempi e modalità per vaccinare i propri figli.
I pediatri offrono quindi la loro disponibilità a rendersi parte attiva per l’implementazione della strategia vaccinale Covid-19 “sostenendo le famiglie nel garantire ai propri figli un’offerta vaccinale in linea con le raccomandazioni nazionali e scientifica internazionali”.

La Società Italiana di Pediatria ha redatto un documento ufficiale, sottoscritto anche dall’Aopi. sul vaccino Covid-19 nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, già autorizzato negli Usa dall’Fda e in attesa del vaglio delle autorità regolatorie europee Ema e nazionali Aifa. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità dall’inizio dell’epidemia al 9 novembre nella fascia 0-19 anni sono stati confermati 791.453 casi, 8.451 ospedalizzazioni, 249 ricoveri in terapia intensiva, 36 morti.
 
Inoltre in poco più di due mesi (dal 25 agosto al 9 novembre) nella sola fascia di età 6-10 anni c’è stato un incremento pari a 24.398 casi. La popolazione 0-12 anni, attualmente non vaccinabile, sta registrando un aumento dell’incidenza più elevato rispetto a tutte le altre classi di età. Risultano in aumento anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva.
 
A tali dati vanno aggiunti i 239 casi di MIS-C (sindrome infiammatoria multi-sistemica del bambino) censiti dal Gruppo di Studio Reumatologia della Sip, una complicanza da Covid-19 che ha interessato anche bambini senza pregresse patologie, ed i “case report” di long Covid nella fascia pediatrica, che risultano essere all’attenzione della comunità scientifica.
Da qui l’importanza di aprire alla vaccinazione anti Covid anche per i bambini 5-11 anni.
 

 
Sip e Aopi raccomandano infine “la collaborazione attiva delle famiglie per continuare a mettere in atto gli interventi di contenimento dei casi (es. rispetto della quarantena) oltre al rigoroso rispetto delle misure e dei comportamenti raccomandati (utilizzo delle mascherine, distanziamento fisico ed igiene delle mani) finalizzati a limitare l’ulteriore aumento della circolazione del virus Sars-Cov-2 e degli altri virus respiratori”.

“La vaccinazione Covid-19 consentirà ai bambini di poter riprendere in sicurezza tutte quelle attività, così importanti per la loro salute e il loro benessere psicologico, sospese durante la pandemia, dalla scuola allo sport, alla vita sociale – afferma la Presidente SIP Annamaria Staiano – il Covid-19 ha causato molti danni indiretti alla popolazione pediatrica, dall’incremento esponenziale dei disturbi psichiatrici e del comportamento alimentare alla cosiddetta covibesity. I pediatri vogliono partecipare attivamente al processo di immunizzazione e collaborare con le famiglie e le istituzioni per fermare il Covid-19. Per favorire una corretta informazione, sul sito della Sip sono state pubblicate le FAQ con le più frequenti domande sulle vaccinazioni e altre informazioni utili a contrastare le fake news, così come proseguirà la campagna di comunicazione attraverso i canali social societari”.

“Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, il Covid-19 colpisce i bambini in modo più lieve rispetto alla popolazione adulta - spiega Alberto Zanobini, Presidente di Aopi - ma i dati che abbiamo a disposizione indicano con chiarezza che l’infezione da coronavirus non è priva di rischi anche per l’età pediatrica. Per questo riteniamo opportuno sfruttare tutte le opportunità che la ricerca scientifica ci mette a disposizione per proteggere al meglio i più piccoli, vaccini compresi”.


 

12 novembre 2021
© Riproduzione riservata

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