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Allergie respiratorie. Sottostimate e mal curate. Italia fanalino di coda nell’accesso all’immunoterapia

Al momento l'immunoterapia è l’unico trattamento in grado di fermare il decorso della patologia, specialmente nei pazienti che non rispondono ai farmaci sintomatici (circa il 18%). Permetterebbe inoltre un risparmio di 4mila dollari all’anno per ogni paziente. Ma in Germania vi accedono solo 700 mila pazienti su 10-15milioni. E in Italia va anche peggio.

16 MAG - Le allergie sono associate all’immagine di una raffica di starnuti e al consumo di parecchi fazzoletti nelle settimane che coincidono con la stagione di fioritura delle piante e della massima concentrazione di pollini nell’aria. Un disturbo apparentemente banale e per questo spesso sottostimato nelle sue conseguenze. L’allergia, infatti, è in realtà una vera e propria patologia. Che causa problemi sul lavoro e nella vita sociale. Un ampio dossier americano spiega che 4 pazienti su 5 soffrono spesso (44%) o talvolta (36%) di un particolare stato di stanchezza nella stagione dei pollini. Due terzi dei pazienti si sentono avviliti, prostrati e irritabili, spesso nel 29% e talvolta nel 36%. Si valuta di umore nero spesso il 13% dei pazienti e talvolta il 23%. Il 23% prova imbarazzo a causa della sua condizione. Il 57% degli allergici dichiara anche ‘disturbi del sonno’ che influiscono in maniera importante sulla loro vita.

Nonostante questo, i numeri e le implicazioni delle allergie restano ancora oggi sottostimate, come denunciato dagli esperti anche nel corso del recente Media Training sulla “Sindrome allergica respiratoria” svolto a Milano lo scorso febbraio.

L’incidenza delle allergie respiratorie
Negli Stati Uniti la rinite allergica colpisce 36 milioni di persone e il 5-6% soffre di asma, mentre in Europa sono 113 milioni i pazienti con la rinite allergica e 68 milioni quelli con l'asma. Disturbi dunque molti diffusi, basti pensare che secondo la European Federation of Allergy and Airway Disease Patient Association, il 30-35% della popolazione europea sperimenta una qualche forma di allergia respiratoria nell'arco della vita: il 20% soffre di rinite allergica e il 20% di questi ultimi in forma grave. Negli adolescenti di 13-14 anni, il problema è grave nel 20% dei casi. Questi i dati presentati al Media Training sulla “Sindrome allergica respiratoria” di Milano.
Andando un po' più nel dettaglio a livello europeo, i dati mostrano che la Gran Bretagna (21,8%) è uno dei paesi con la più alta prevalenza di rinite allergiche, seguita da Germania (20,5%), Francia (18,2%), Italia (16,1%) e Spagna (15,1%). Uno studio italiano condotto su 1.482 pazienti di questi Paesi ha mostrato che per il 67% delle persone i sintomi erano moderati-gravi, per il 42% persistenti e il 31% presentava comorbidità con l'asma. Per la metà dei pazienti i sintomi duravano più di 4 mesi l'anno e per il 20% fino a 9 mesi.

Solo l’80% dei pazienti è in terapia, e per il 18% non funziona
“Le allergie sono la più diffusa malattia cronica nella popolazione dei giovani adulti - spiega Cristoforo Incorvaia dell'Unità di Allergologia degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano - preceduta solo dall’ipertensione e seguita da colesterolo alto e diabete”. Ma nonostante questi numeri da epidemia, rilevano gli esperti, le allergie non godono della stessa attenzione riservata a tumori e malattie cardiovascolari. Il 45% delle persone con sintomi allergici non riceve infatti una diagnosi perché non riferisce i sintomi al medico, a cui si rivolgono solo quando si presenta il primo episodio acuto di asma. Inoltre il 60% degli asmatici non è adeguatamente controllato.
Circa l’80% dei pazienti è seguito con farmaci sintomatici, ma il 18% non risponde ai trattamenti e sviluppa sintomi gravi nonostante la terapia. In sostanza la maggior parte degli allergici si cura da sé, facendo ampio di uso di farmaci sintomatici da banco, ma spesso con scarsi benefici.

Più salute e risparmi con l’immunoterapia. Ma solo pochi pazienti possono accedervi
Differenze nella gestione della patologia, mancanza di coordinamento tra gli specialisti, scarsa conoscenza e diffusione dell’immunoterapia specifica, che è un trattamento a lungo termine in grado di evitare la progressione delle forme lievi in asma cronica. Sono queste le criticità che rendono dura la vita dei malati e ostacolano il trattamento delle allergie. Basti pensare che in Germania, ad esempio, 10-15 milioni di pazienti adottano terapie sintomatiche mentre solo 700mila ricevono l’immunoterapia, che permetterebbe di fermare il decorso della patologia, quindi il suo aggravarsi, specialmente nei pazienti che non rispondono ad altri trattamenti. Non solo, dall’immunoterapia deriverebbero consistenti risparmi, come ha dimostrato uno studio del 2013, in cui sono stati valutati per 18 mesi pazienti che hanno ricevuto l’immunoterapia specifica. Questi sono costati 6.637 dollari contro i 10.644 dollari del gruppo di controllo. Nei bambini la riduzione dei costi è stata del 42%, con una spesa di 5.253 dollari nei piccoli trattati contro i 9.118 dollari del gruppo di controllo. Nonostante questo, l’immunoterapia resta un miraggio per la maggior parte dei pazienti di diversi Paesi. "E l’Italia - denunciano gli esperti da Milano - è fanalino di coda".
 

16 maggio 2014
© Riproduzione riservata


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