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Carenza medici. La Mantia (Omceo Catania): “Valorizzare i nostri giovani in fuga”

Il presidente Omceo catanese interviene sull’ipotesi di coinvolgimento di medici dall’estero per tamponare l’emergenza negli ospedali e nella rete territoriale. “Una soluzione a tempo che rinvia un problema grave e che scavalca ogni regola ordinaria e straordinaria in tema di assunzioni in sanità. Dovremmo pensare a valorizzare lo studio e i sacrifici dei nostri studenti e dei nostri specializzandi”.

07 SET - La Sicilia, così come già fatto da altre regioni d’Italia, starebbe valutando la possibilità di una soluzione a tempo contro la carenza di medici attraverso l’assunzione di camici bianchi proveniente dall’estero e, più precisamente, dall’Argentina, secondo le indiscrezioni. Gli Ordini medici provinciali siciliani, però, hanno iniziato ad esprimere forti perplessità in merito alle garanzie di qualità nell’assistenza che verrà fornita dagli operatori stranieri. L’hanno definita, ricorda l’Omceo Catania in una nota, “una soluzione a tempo che rinvia un problema grave e che scavalca ogni regola ordinaria e straordinaria in tema di assunzioni in sanità”. 
 
Per il presidente dell’Omceo Catania, Igo La Mantia, “una riflessione va fatta”, piuttosto, “sui giovani. Proprio nei giorni in cui nel capoluogo etneo si svolgono i test di ammissione per oltre 2.800 aspiranti, dovremmo pensare a valorizzare lo studio e i sacrifici dei nostri studenti e dei nostri specializzandi, spesso mortificati con contratti di tre mesi, dopo un lungo e faticoso percorso formativo certificato. Valorizzare il nostro capitale umano — prosegue La Mantia — significa aumentare le borse di studio per la formazione, allineare le retribuzioni, aprire le porte del lavoro agli specializzandi, mantenere il numero chiuso tarandolo però sulle reali esigenze del territorio. In poche parole: rendere più attrattivo un mestiere che oggi più che mai va difeso e valorizzato”. 

E se da un lato, le giovani leve possono servire per dare nuova linfa a un sistema - quello sanitario - sempre in affanno; dall’altro, per l’Omceo Catania, certamente i medici pensionati possono aggiungere quel valore dettato dall’esperienza e dalla passione per la professione: “I medici in quiescenza hanno ancora tanto da dare ai propri pazienti e il loro ritorno può di certo rappresentare una soluzione estemporanea per fronteggiare l’emergenza - conclude La Mantia – ma adesso è giunto il momento di cambiare rotta, per cercare di modificare il sistema a livello strutturale, partendo dai rinnovi contrattuali e dalle convenzioni. Non bastano le indennità, né può essere sufficiente rinnovare ciclicamente i contratti a tempo determinato per tamponare situazioni eccezionali. Serve accelerare gli iter concorsuali, serve la stabilizzazione delle risorse precarie, serve investire sulla sanità adeguando gli stipendi agli standard europei. È il momento di un grande investimento pubblico sul personale della medicina, per migliorare la qualità e la quantità dell’offerta di cure, restituendo dignità alla nostra professione e ai professionisti".

07 settembre 2022
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