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Sicilia. Il Nursind dichiara lo stato di agitazione: "Le linee d’indirizzo per la rideterminazione organici sono pericolose"

La bozza delle linee d’indirizzo regionali aumenterà le criticità, denuncia il sindacato che, il prossimo 30 giugno organizzerà un sit-in davanti Piazza Ziino a Palermo. Invitate a a partecipare tutte le forze sindacali e il coordinamento regionale Ipasvi

09 GIU - La bozza delle linee d’indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche non va. “Per come sono state concepite non sono una risoluzione, ma una futura causa dell’aumento delle criticità nel Ssr, in quanto danneggiano non solo il personale sanitario, sempre più esposto a maggiori carichi di lavoro e a rischio demansionamento, ma mettono in serio pericolo la salute dei cittadini, ai quale non verrebbero più garantiti i Lea e la loro qualità”.
 
Per questo il Nursind Sicilia  ha espresso in una lettera al Presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’Assessore alla Sanità, Lucia Borsellino la sua contrarietà e ha dichiarato lo stato di agitazione regionale denunciando la pericolosità che potrebbe scaturire dalla applicazione delle linee di indirizzo. E il prossimo 30 giugno organizzerà un sit-in davanti Piazza Ziino a Palermo, dove inviterà a partecipare tutte le forze sindacali e il coordinamento regionale Ipasvi.
 
“Si tratta di una vera e propria bomba a orologeria – ha dichiarato in una nota Osvaldo Barba coordinatore regionale Nursind Sicilia – che scaturisce da calcoli teorici che nulla hanno a che vedere con quanto di empirico l’assistenza sanitaria richiede per il mantenimento dei livelli essenziali d’assistenza indispensabili per assicurare all’utente, quantomeno, una sufficiente prestazione da parte di tutti i professionisti della salute. Per quel che ci riguarda, non giungono segnali distensivi da parte dell’Assessorato alla Salute dove, alla luce di quello che emerge dalla lettura dell’attuale bozza delle linee d’indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche sembra che, l’unico risultato che importi, è quello di rideterminare una nuova mappatura di tutti gli ospedali che presenti, quasi inevitabilmente, un esubero dell’attuale personale a tempo indeterminato in servizio. Figuriamoci – ha aggiunto – cosa ne sarà di tutti i tempi determinati che attendono con ansia l’attuazione del recentissimo decreto legge in materia di stabilizzazione”.

 
Non solo, ricorda il sindacato, il prossimo 30 giugno, potrebbe essere il termine perentorio per molti precari che raggiungeranno i 36 mesi di servizio “ poiché attualmente, tanto le Asp quanto lo stesso assessorato, rimangono in una posizione di stallo circa l’attuazione di provvedimenti che siano chiari e definitivi sul futuro di questi lavoratori. Se dovesse continuare questo stato di inerzia a fine mese, qualche migliaio di operatori del comparto, si troverebbe senza lavoro e senza futuro.
 
“Non possiamo accettare che, ancora una volta si faccia cassa sulla pelle degli Infermieri – ha aggiunto Salvatore Vaccaro, Segretario provinciale NurSind Catania e Dirigente Nazionale NurSind –  con la bozza sulle dotazioni organiche viene ufficializzato il demansionamento nelle Aziende Sanitarie Siciliane. Le assunzioni, sulla base di quello che c’è in cantiere, saranno pressoché irrisorie se non prossime allo zero. A titolo esemplificativo: se in una Azienda abbiamo 100 posti in dotazione organica, con il 10% di precariato, una volta ridotto il personale del 5% con le  linee di indirizzo delle dotazioni organiche attualmente in discussione, posso procedere alle immissioni in ruolo di quella sacca di precariato rimasta, a costo zero, mentre in realtà sto riducendo il personale effettivamente in forza. Mediaticamente si annunciano assunzioni, il che in campagna elettorale non fa mai male, praticamente sto licenziando quei precari che vivevano nella speranza (vana) di essere inseriti nel sistema sanitario Regionale”.
 

09 giugno 2015
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