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Sicilia. Ospedale di Augusta. Borsellino: “17 salme di migranti custodite in condizioni deprecabili e in uno spazio per 3”. Asp Siracusa sospende direttore medico

I corpi erano arrivati presso la struttura il 31 maggio e, su richiesta del tribunale, dovevano essere conservati in vista delle ispezioni cadaveriche e delle eventuali autopsie. L'assessore: “Venuto del tutto meno rispetto della dignità umana”. Durissimo Crocetta: “Già presentato esposto alla Procura. I responsabili? Il pesce puzza sempre dalla testa”. Il direttore dell'Asp: “Negligenza di un singolo offusca impegno Azienda”. 

20 GIU - Lo scorso 31 maggio le salme di 17 migranti erano state prese in consegna dall’ospedale di Augusta che, su richiesta del tribunale, dovevano essere conservate in vista delle ispezioni cadaveriche e delle eventuali autopsie. Tuttavia i corpi vengono lasciati in condizioni igieniche disastrose. La ricostruzione della vicenda è stata riferita direttamente dall’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, al quotidiano La Repubblica.
 
"Ho appreso per vie informali e con sgomento - ha raccontato - della circostanza che a seguito dello sbarco di migranti al porto di Augusta del 31 maggio, sono state custodite diciassette salme di migranti presso la cella frigorifera della camera mortuaria dell’ospedale di Augusta, senza alcun rispetto della dignità della persona umana. Mi sono recata personalmente sul posto e ho trovato una camera mortuaria vuota totalmente inagibile e in deprecabili condizioni. Diciassette corpi erano custoditi in uno spazio per tre".
 
La camera mortuaria è stata chiusa. “Nell'immediato - prosegue l'assessore - sono stati presi i primi provvedimenti consequenziali e si stanno valutando, anche in queste ore, eventuali ulteriori azioni da assumere anche sul piano legale e amministrativo". "Sono indignato - ha commentato il governatore Rosario Crocetta - ed è giusto che l'opinione pubblica sia informata di questo orrore. Abbiamo già presentato un esposto alla Procura di Siracusa e interverremo in maniera molto dura nei confronti dei responsabili. Chi sono i responsabili? Il pesce puzza sempre dalla testa”.

 
Immediato l’intervento del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Brugaletta, che spiega di aver già avviato gli accertamenti interni. “Abbiamo appurato che le salme sono state sottoposte a ispezione cadaverica all’ospedale di Augusta l’1 giugno 2015 e successivamente, espletate le procedure di legge per l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni, sono state trasportate presso i cimiteri individuati dalle autorità competenti tra la data del 5 e quella del 6 di giugno”. Le verifiche hanno evidenziato “responsabilità riguardanti la mancata vigilanza da parte del personale del presidio ospedaliero di Augusta, che avrebbe dovuto garantire il rispetto dei principi di decoro e di dignità delle salme nel corso delle operazioni condotte dalla ditta di onoranze funebri appositamente incaricata”.
 
Alla luce di quanto emerso Brugaletta ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per l’accertamento degli eventuali reati commessi, ho avviato un procedimento disciplinare nei confronti del direttore medico del presidio ospedaliero di Augusta che è stato cautelativamente sospeso dall’attività di servizio ed è stata provvisoriamente disposta l’inagibilità della sala mortuaria.
 
“Episodi del genere non sono tollerabili – sottolinea il direttore dell’Asp – e questa direzione assumerà ogni altro provvedimento ritenuto necessario per garantire il decoro e la dignità delle salme di qualunque nazionalità ed etnia. Spiace rilevare che l’isolato episodio legato alla negligenza del singolo finisca con l’offuscare il grande impegno profuso dall’intera Azienda sanitaria di Siracusa nell’assistenza sanitaria agli sbarchi di migliaia e migliaia di migranti in assoluta carenza di risorse, avendo sostenuto ad oggi il peso di circa la metà degli sbarchi avvenuti nell’intero territorio regionale siciliano distinguendosi per senso di umanità e – conclude - di solidarietà mostrato nei confronti degli stessi migranti”.

20 giugno 2015
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