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Toscana. Partorire in sicurezza in un piccolo Ospedale. Il primo progetto in Italia a Portoferraio

Il punto nascita dell’Isola d’Elba fa meno di 200 parti l’anno ma resta attivo per la sua particolare collocazione geografica. Promosso dal Centro Grc un programma di formazione intensivo per il personale dei punti nascita e della rete di rianimazione neonatale, ad integrazione di interventi sui sistemi informativi e sul coordinamento tra i punti nascita, la terapia intensiva neonatale di Pisa, il 118 e l’elisoccorso.

06 LUG - Gli eventi sentinella sono un’occasione di miglioramento per la sicurezza del sistema sanitario. Seguendo questo principio e a seguito del decesso della neonata trasferita a Ragusa a seguito del rifiuto ad accoglierla delle terapie intensive neonatali di Catania, il Centro GRC ha istituito un gruppo di lavoro regionale sulla sicurezza in ambito neonatale. Al gruppo partecipano i direttori dei dipartimenti materno-infantili, le direzioni sanitarie ed il 118, con l’obiettivo di garantire gli stessi livelli di assistenza su tutto il territorio regionale.

In Toscana gli eventi sentinella in ambito materno-infantile segnalati tra il 2007 ed il 2014 sono il 10,6% del totale, al quarto posto per frequenza dopo i suicidi, le cadute e gli eventi chirurgici. Anche le richieste di risarcimento in ambito ostetrico-ginecologico sono al quarto posto per frequenza nella suddivisione per specialità, dopo l’ortopedia, la chirurgia ed il pronto soccorso, però con una gravità delle conseguenze che le porta al primo posto per massimale dei risarcimenti. Il Centro GRC per questo ha promosso negli anni le buone pratiche per la prevenzione di eventi avversi in ambito ostetrico-ginecologico oltre che una serie di iniziative di studio e formazione per la sicurezza in ambito materno-infantile insieme alle società scientifiche ed alle Università toscane. Le buone pratiche per la prevenzione dell’emorragia post-partum e della distocia di spalla sono divenute ad oggi parte integrante dei requisiti di accreditamento istituzionale, mentre più recentemente si è avviata la sperimentazione della nuova checklist di sala parto dell’OMS.

 
Nella gestione delle emergenze neonatali, le maggiori difficoltà sono state riscontrate nell’area vasta nordovest, a causa della conformazione territoriale e delle peculiarità nell’organizzazione dei punti nascita. La più rilevante riguarda il punto nascita di Portoferraio, che ha un volume di circa 200 parti all’anno e che può rimanere attivo secondo i criteri nazionali degli standard ospedalieri per la sua localizzazione all’isola d’Elba.

Il gruppo di lavoro ha ritenuto necessario promuovere un programma di formazione intensivo per il personale dei punti nascita e della rete di rianimazione neonatale, ad integrazione di interventi sui sistemi informativi e sul coordinamento tra i punti nascita, la terapia intensiva neonatale di Pisa, il 118 e l’elisoccorso.  Si tratta di un intervento sistemico sui fattori umani, tecnici ed organizzativi per rafforzare la gestione delle emergenze neonatali.
Il progetto formativo è destinato in prima istanza al personale del punto nascita di Portoferraio, in considerazione della bassa frequenza delle emergenze neonatali (4-5 all'anno), della possibile gravità delle conseguenze per la mancata o inadeguata rianimazione neonatale (morte o grave menomazione del neonato), unite alla relativa difficoltà ad identificare i neonati a rischio prima del parto, visto l’elevato afflusso turistico sull’isola.

L'idea che abbiamo condiviso è centrata sulla simulazione in situ, accompagnata all'affiancamento e supervisione degli operatori e del team nella gestione di tutte le fasi dell'emergenza neonatale. Il progetto formativo, pensato in prima istanza per garantire maggiore equità nell’accesso alle cure in tutto in territorio toscano, è un’iniziativa congiunta del Centro GRC e del Centro di simulazione NINA di AOUP, che possono offrire le risorse umane e tecnologiche per la gestione dell’intero percorso formativo.
 
La prima parte del progetto formativo, tenutasi il 6 e 7 luglio, è finalizzata allo sviluppo delle competenze del personale del punto nascita di Portoferraio per rianimare e stabilizzare il neonato difficile, prima di trasferirlo alla TIN di Pisa. Per poter coinvolgere l’intero personale del punto nascita di Portoferraio, questo originale “laboratorio di apprendimento” si svolge presso lo stesso ospedale con una durata di 2 giorni.
 
Il programma prevede una mezza giornata introduttiva sui temi della rianimazione neonatale, del fattore umano e del teamwork in situazioni di crisi. Il primo pomeriggio è dedicato alla pratica della rianimazione neonatale, per testare ed allenare le abilità individuali degli operatori. Il giorno successivo, gli istruttori di simulazione fanno accadere alcuni parti complicati, per testarne la gestione da parte del team composto dal personale medico (pediatra e rianimatore), ostetrico ed infermieristico, mentre gli esperti in fattore umano osservano la performance del team con l’impiego di uno strumento di osservazione strutturato. Il primo corso si conclude con un debriefing di revisione complessiva della casistica trattata durante la simulazione a confronto con i casi realmente accaduti nel corso dell’ultimo anno. Sulla base di questa 2 giorni vengono quindi definiti in modo partecipativo gli scenari da impiegare nella seconda parte del progetto formativo.
 
La seconda parte del progetto formativo ha l’obiettivo di velocizzare e testare la collaborazione con l’elisoccorso per il trasporto in emergenza del neonato da Portoferraio a Pisa. In questo secondo scenario, il corso prevede il coinvolgimento anche del personale dell’elisoccorso di Massa, con una giornata in cui si tiene una vera e propria esercitazione con la chiamata e l’arrivo dell’elisoccorso da Massa, la stabilizzazione del neonato ed il trasporto alla TIN di Pisa, in modo tale da testare l’intera rete di emergenza neonatale di area vasta.

Si tratta della prima esperienza in Italia in cui si applica la simulazione in situ per la formazione e la valutazione dell’intero percorso di emergenza neonatale. Ben 13 manichini di neonati, con le relative attrezzature per la rianimazione connesse con il sistema di simulazione via wifi, sono stati trasportati nelle sale del punto nascita di Portoferraio, dove gli istruttori certificati del Centro NINA Armando Cuttano ed Emilio Sigali gli hanno dato “vita”, con il supporto tecnico di Stefano Ciuti dell’Università di Pisa, per testare sul campo con i colleghi di Portoferraio le tecniche di rianimazione neonatale. Un progetto che ha avuto il forte sostegno dei professionisti dell’Elba e di Pisa, nonché del management delle aziende sanitarie che hanno avviato l’iniziativa a tempo di record valorizzando al meglio le risorse esistenti nella rete regionale e di area vasta per la gestione del rischio clinico. Il direttore dell’ospedale di Portoferrraio Bruno Maria Graziano ha sostenuto che l’iniziativa sarà parte integrante del progetto nazionale per la qualità e sicurezza nei piccoli ospedali, a cui Portoferraio ha aderito.
 
Tommaso Bellandi e Giulia Dagliana
Centro GRC Regione Toscana

06 luglio 2015
© Riproduzione riservata


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