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Prevenzione. Al via progetto Asp Enna su tutela salute attraverso agricoltura di qualità

Il progetto coinvolgerà i Comuni di Nicosia, Troina, Capizzi e Cerami denominato “Coorte del BeneEEssere”. Intervista ai due coordinatori del progetto, Emanuele Cassarà, direttore sanitario dell’Asp di Enna e coordinatore del Consiglio Scientifico, e Nino Mancuso, coordinatore dell’Ass. Temporanea di Scopo tra i Comuni di Nicosia, Troina, Capizzi, Cerami e il Gal delle Madonie.

05 GIU - Prende il via il progetto dell'Asp di Enna con i Comuni di Nicosia, Troina, Capizzi e Cerami denominato “Coorte del BeneEEssere”, che punta alla prevenzione e tutela della salute attraverso l'agricoltura di qualità. 
 
Intervista ai due coordinatori del progetto, Emanuele Cassarà, direttore sanitario dell’Asp di Enna e coordinatore del Consiglio Scientifico, e Nino Mancuso, coordinatore dell’Ass. Temporanea di Scopo tra i Comuni di Nicosia, Troina, Capizzi, Cerami e il Gal delle Madonie.

 



Potete illustrare cosa è il progetto, che lancerete tra poco, della Coorte del BenEEssere?
Cassarà: "Il progetto nasce dal protocollo d'intesa sottoscritto da Federsanità-Anci Sicilia con il suo presidente Dr. Giovanni Iacono e la nostra Asp con il Direttore Generale d.ssa Giovanna Fidelio. Il ruolo di Federsanità-Anci Sicilia, è stato fondamentale perchè i suoi associati sono le Aziende sanitarie e i Comuni, enti che operano nel campo socio-sanitario. Con questo protocollo, sottoscritto un po’ sotto l’impulso del tema proposto dall’Expo, Federsanità-Anci e Asp si impegnarono a svolgere una ricerca sugli 'effetti salutistici' concreti che i prodotti tipici della Dieta Mediterranea ed in particolare la Dieta tradizionale siciliana, svolgono sia in termini di prevenzione che in termini di cura in modo da contribuire ad elaborare un 'Modello Organizzativo', perciò replicabile, di prevenzione attraverso la buona alimentazione e la promozione di un corretto stile di vita. Le parti concordarono di avviare la ricerca con i prodotti a base di cereali integrali (grano duro), senza miscelazione o ricostituzione, verificando gli effetti sul Diabete di tipo2 (c.d. mellito). Successivamente, dopo attenta considerazione, il Consiglio Scientifico decise, invece, di indirizzare la ricerca sulla sindrome metabolica borderline, cioè su quelle persone che, per caratteristiche legate sostanzialmente al sovrappeso, hanno serie probabilità di ammalarsi di patologie di diversa natura, dalle malattie cardiovascolari a quelle tumorali o, addirittura neurologiche. Le cifre sono, purtroppo, chiare ed allarmanti: in Sicilia circa il 10% della popolazione soffre di diabete e circa il 30% è obesa, quindi a rischio delle malattie citate".

Mancuso: "Si tratta, quindi, di rimettere insieme le enormi potenzialità salutistiche dell’agricoltura siciliana di qualità, che non vuol dire solamente ad indirizzo biologico, con la necessità, non più procrastinabile, di prevenire i rischi di malattie sempre più insidiose perché croniche e degenerative. Oggi la medicina ha fatto grandi progressi riuscendo a fermare (cronicizzare) malattie un tempo subito mortali, ma ciò ha comportato una spesa sanitaria sempre di più fuori controllo che rischia di diventare insostenibile. La risposta alla malattia non può essere solamente ospedaliera e farmacologica. Ecco cosa è il progetto della coorte del benEEssere: una risposta all’esigenza di stare bene, in benEEssere, di tutelare la salute prevenendo le malattie, utilizzando non il farmaco ma i prodotti di un’agricoltura che ha come primo obiettivo essenziale la 'produzione di qualità', senza l’assillo di 'produrre di più' per avere più reddito, che non corrisponde alla vocazione naturale dell’agricoltura siciliana. Per le aziende agricole siciliane la competizione non può avvenire sul piano delle 'rese per ettaro'; su questo piano continueremo ad essere perdenti, ma su quello della qualità, intendendo per qualità la potenzialità salutistica del cibo prodotto dai nostri campi. Per rispondere a questa ambizione, il progetto ha messo insieme tutti gli attori di un dato territorio (la coorte): gli enti locali, nel nostro caso Nicosia, Troina, Capizzi, Cerami e il G.A.L. delle Madonie, che si sono riuniti in una Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.), le aziende agricole e di trasformazione anche loro riunite in un contratto di rete, enti di ricerca e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna competente nel territorio oggetto di intervento".

Quali saranno i prodotti che si sperimenteranno per i loro effetti sulla salute, come si svolgerà la ricerca ed entro quanto tempo si conosceranno i risultati?
Cassarà:
"Si sperimenterà un paniere di prodotti locali, cominciando dalla pasta e dal pane da grani antichi siciliani (Timilia, Russello e Margherito), moliti a pietra e, quindi, senza nessun processo di raffinazione. Così nella pasta e nel pane troveremo, oltre alle fibre, quantità importanti di minerali e vitamine, soprattutto quelle del gruppo 'B', la vitamina B12 in particolare, contenute nel germe del grano. Le analisi, chimiche e fisiche, sugli alimenti saranno svolte da un Ente di ricerca accreditato che così fornirà indicazioni precise circa la composizione e la quantità di nutrienti che possono avere effetti positivi sulla salute. Il pane e la pasta così prodotti saranno, per la durata di tre mesi, consumati da 120 persone (50% donne e 50% maschi) di età compresa tra i 30 anni e i 59 anni, mentre altre 60 persone (50% donne e 50 maschi), con le stesse patologie, costituiranno il gruppo che non consumeranno gli alimenti suddetti in modo da poter confrontare i risultati delle analisi cliniche con le persone che utilizzano la diversa alimentazione. Così potremo capire meglio come si evolve e se si evolve la sindrome nelle persone coinvolte nell’intervento alimentare e in quelle non coinvolte. I
 
soggetti saranno arruolati solo a seguito a firma di consenso informato e consegna delle schede informative necessarie allo studio. All’interno dell’Asp di Enna si dovrà acquisire la disponibilità, su base volontaria, di 15 Medici di Medicina Generale che svolgono la loro attività nei Comuni sopra citati. Ogni Medico, sulla base dei criteri di inclusione e di esclusione codificati nel protocollo di studio, arruolerà tra i propri assistiti n.12 soggetti a rischio di sindrome metabolica di cui otto saranno sottoposti all’intervento alimentare e quattro faranno parte del gruppo di controllo. A fine mese riuniremo i medici di medicina generale con i quali ci confronteremo sull’attuazione delle linee guida della ricerca e con loro stabiliremo tutte le modalità operative. L’Ospedale di Nicosia è il luogo prescelto per lo svolgimento delle analisi cliniche e dove conserveremo tutti i reperti per le analisi di secondo livello. Il due di maggio sarà effettuato il primo prelievo necessario per stabilire le condizioni o i parametri di partenza delle persone coinvolte. Dopo un mese e mezzo sarà effettuato il secondo prelievo per constatare se già si rilevano miglioramenti nei parametri clinici prescelti (colesterolo, glicemia, trigliceridi, omocisteina, ecc…). Il terzo e conclusivo prelievo sarà fatto a novanta giorni dall’inizio dell’intervento alimentare e si acquisiranno i risultati finali per confrontarli con i precedenti e svolgere le considerazioni conseguenti. La valutazione complessiva sarà fatta dal Consiglio Scientifico che la renderà nota attraverso un seminario di studio rivolto non solo a tutti quelli che sono stati coinvolti nella ricerca ma a tutte le persone interessate, produttori agricoli, consumatori, medici, ecc… ".

Mancuso: "A quel punto i prodotti testati, se hanno superato la verifica positivamente, cioè se è stato riscontrato l’effetto salutistico, si potranno fregiare del marchio collettivo Coorte del Beneessere. Un marchio di cui saranno titolari i Comuni dell’ATS e che concederanno in uso alle aziende (agricole e di trasformazione) che aderiscono al contratto di rete. L’Università e gli Enti di ricerca coinvolti predisporranno i “disciplinari di produzione” che dovranno essere seguiti dalle aziende aderenti, in modo da garantire tracciabilità massima del prodotto e un processo di filiera davvero controllato e trasparente. Insomma, l’esigenza di tutela del diritto alla salute, come si diceva, si coniuga con un concreto progetto di sviluppo economico sociale che rispetta la vocazione fondamentale dell’entroterra della Sicilia, la biodiversità dei nostri prodotti alimentari derivanti da una agricoltura incentrata e concentrata sulla qualità e sul rispetto dell’ambiente. Una cosa voglio sottolineare: si comincia con i prodotti derivati dal grano duro siciliano non a caso. Infatti, quanti sanno che il grano duro siciliano, grazie al clima, è l’unico privo di micotossine, cioè muffe tossiche dannosissime per l’uomo? La loro mancanza determina la possibilità di molire per intero il chicco, incluso il suo germe, una miniera di sostanze benefiche".
 
Un progetto molto ambizioso ….
Cassarà: 
"Ambizioso sì, ma concreto. Non ci stiamo inventando nulla! La letteratura scientifica ha messo da anni, per non dire da secoli, in evidenza il nesso alimentazione/salute; l’Oms raccomanda stili di vita adeguati per stare in buona salute, che significa sana alimentazione ed esercizio fisico; il nostro servizio sanitario, sia nazionale che regionale, propone ed incoraggia azioni di prevenzione, basti pensare a quanto si prevede nei Livelli Essenziali di Assistenza nell’asse 'Sorveglianza e prevenzione nutrizionale' o al progetto del nostro Assessorato, che ha riscosso un grande successo, 'Formazione, Educazione, Dieta (F.E.D.)'. Con la 'Coorte del BenEEssere' noi cerchiamo di dare un modesto contributo a questi studi cercando, ed è questa la novità davvero importante, di fare sistema, squadra, con i diversi attori sociali. Auspichiamo di poter inaugurare, nella più piccola provincia della Sicilia, un modello sanitario che, grazie a questo esperimento, comincia ad occuparsi anche delle persone sane nei quali cercherà la 'fragilità' che conferisce loro una certa predisposizione a sviluppare una malattia. Si tratta della nuova frontiera della medicina “predittiva” (o medicina di preavviso) capace di far discendere dall’analisi epidemiologica una carta del rischio individuale cosicchè, a fronte della fragilità accertata, vi sia la possibilità da parte del medico di suggerire una soluzione che il più delle volte potrà essere non farmacologica ma quella di scegliere lo stile di vita più adeguato. Ecco perché abbiamo scelto di intervenire sulla sindrome metabolica, perché è scientificamente certo che la persona che ne soffre ha un alto rischio di sviluppare patologie gravemente invalidanti".

Mancuso: "Un’ultima cosa desidero aggiungere. Il progetto consentirà pure di quantificare i possibili risparmi del servizio sanitario. Se risulterà accertato che dalla sindrome metabolica si rientra con l’utilizzo di determinati prodotti alimentari naturali, si potrà calcolare, almeno statisticamente, il minore utilizzo di farmaci (ad esempio ipoglicemizzanti) e quindi la minore spesa che il servizio sanitario potrà realizzare. A quel punto potremmo proporre un patto alla Regione: la disponibilità, a fronte dell’impegno a diffondere la pratica dell’agricoltura di qualità, a destinare in investimenti aggiuntivi nel territorio almeno la metà dei risparmi sanitari realizzati nel territorio stesso. Intanto gli anni di studio e di attività dedicati all’implementazione del progetto hanno già avuto un importante implicito riconoscimento che si è tradotto in un disegno di legge che ha cominciato, nel mese di ottobre 2016, l’iter di approvazione in commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Si tratta di un disegno di legge recante 'Disposizioni concernenti l’etichettatura delle farine di grano duro non raffinate o integre e dei prodotti da esse derivati e misure per la promozione della loro vendita e del loro consumo', che al primo comma dell’articolo uno recita: 'La presente legge reca disposizioni volte a incentivare la vendita e il consumo di farine di grano duro non raffinate o integre e dei prodotti da esse derivati, anche al fine di tutelare il diritto alla salute mediante una più accurata prevenzione primaria di carattere alimentar'. Un riconoscimento che per essere attuato non ha certo bisogno di aspettare la traduzione in legge della proposta. Ed è quello che proveremo a fare nel territorio della Coorte".

05 giugno 2017
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