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Vaccini. In Sicilia dal 2015 il ‘Calendario per la Vita’ garantisce l’offerta gratuita più ampia d’Italia

Una regione, quella siciliana, che ha anticipato l’introduzione del Piano di prevenzione vaccinale 2017-2019 prevedendo vaccinazioni per tutte le fasce di età, ma che incontra ancora difficoltà nel raggiungere il livello di coperture previsto a livello nazionale. Le specificità emerse nell’ambito delle interviste realizzate da Quotidiano Sanità con focus sull’attuazione del Piano in Sicilia. 

28 DIC - La migliore offerta vaccinale gratuita del nostro Paese con livelli di adesione ancora non soddisfacenti. Questo grazie ad un Calendario per la Vita introdotto già dal 2015 in Regione Sicilia che, oltre ai vaccini obbligatori poi individuati dal decreto Lorenzin, già aveva introdotto le vaccinazioni contro la varicella, l’antipneumococcica, il meningococco quadrivalente e l’anti Herpes-zoster. Un paradosso, dunque, quello che emerge analizzando la situazione siciliana, che si caratterizza anche per un differente grado di coperture tra province e all’interno delle province tra comuni metropolitani e periferici.
 
Questa è la situazione emersa dalle interviste realizzate da Quotidiano Sanità sul tema a margine del corso di Formazione Professionale Continua per giornalisti “Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale – Criticità ed obiettivi per la Regione siciliana” organizzato da SICS - Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria con il sostegno non condizionato di MSD.
 
È Mario Palermo, Dirigente Responsabile del Servizio Igiene Pubblica della Regione Sicilia, a sottolineare le difficoltà culturali nel far condividere alla popolazione l’obbligatorietà delle vaccinazioni, che deve essere comunicata come scelta consapevole da parte del cittadino per migliore la propria qualità di vita. Ed è proprio nel deficit di comunicazione che il dirigente regionale individua una delle criticità più rilevanti su cui investire per la piena attuazione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, vera chiave di volta per raggiungere tutte le diverse classi sociali della popolazione. Andare oltre la diffidenza verso le vaccinazioni, dunque, per far comprendere l’importanza di questa azione di prevenzione per bambini ed adulti, anche per quelle che sono gratuite ma non obbligatorie.

 
Esempio dell’importanza dell’aumentare la diffusione delle coperture, Palermo ha voluto sottolineare l’introduzione della gratuità per i nuovi nati del vaccino contro il rotavirus, che nonostante un grado di adesione intorno al 50%, ha fatto rilevare una riduzione significativa dei ricoveri nei reparti di pediatria nel periodo critico dicembre-febbraio di ogni anno. Altro elemento che distingue la Regione Sicilia è l’offerta massiva per la popolazione dai 0 fino a 30 anni (unica in Italia) del vaccino contro il meningococco B e quadrivalente, a cui però non è correlata un’adesione elevata.
 
Soddisfazione per l’introduzione di un Calendario vaccinale che comprende tutte le fasi della vita è stata espressa anche da Francesco Vitale, Ordinario di Igiene dell’Università di Palermo, che nella sua intervista ha sottolineato la bontà dell’integrazione che c’è stata in Sicilia tra operatori di sanità pubblica, assessorato, università e strutture ospedaliere per cercare di mettere a punto in anticipo rispetto al Piano nazionale un’offerta vaccinale attiva, gratuita e completa secondo le evidenze scientifiche internazionali.
 
Rispetto all’introduzione dell’anagrafe vaccinale, sulla quale la regione ha già investito in anticipo rispetto alle previsioni nazionali, ha voluto sottolineare Vitale, emergono ancora alcune criticità, specialmente nelle aree metropolitane di Palermo e Messina. Questa sarà certamente uno strumento centrale per permettere maggiore efficienza nella chiamata attiva di tutti i cittadini.
 
Andando ad analizzare le singole realtà territoriali, la Asp di Palermo si distingue per tassi di adesione superiore rispetto alla media regionale, anche per quanto riguarda le vaccinazioni non obbligatorie ma raccomandate. Ad evidenziarlo è stato Nicolò Casuccio Direttore dell’U.O.C. di Sanità Pubblica, Epidemiologia e Medicina Preventiva dell’Asp di Palermo, che ha anche rilevato che a partire dallo scorso anno, grazie all’introduzione dell’obbligatorietà si è assistito ad un recupero dei tassi di adesione che si è esteso, grazie anche ad un effetto trascinamento, a quanti non avevano aderito in precedenza nonostante le raccomandazioni. Punto dolente a livello aziendale, ma in generale a livello regionale, il tasso di adesione alla vaccinazione contro l’HPV che ha registrato tassi di adesione notevolmente bassi.
 
Dal punto di vista organizzativo, infine, è stato Franco Blangiardi, Presidente Siti Sicilia a ricordare la necessità di dotarsi sempre più di un’organizzazione potenziata dei servizi per la vaccinazione che possa rispondere alle esigenze di turn over dei professionisti impegnati, puntando ad avere personale sempre più qualificato per i compiti assegnati.
 

28 dicembre 2018
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