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29 MARZO 2020
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Sono 1.700 i pazienti trattati con il “Gamma Knife Icon”. Radiochirurgia d’eccellenza al Cannizzaro di Catania

Gamma Knife permette, mediante radiazioni gamma emesse da sorgenti di cobalto, di irradiare con precisione sub-millimetrica la zona da trattare, senza danneggiare il tessuto sano circostante e, in determinati casi, riducendo notevolmente il rischio di complicanze. Con il modello Icon si utilizza poi una maschera termoplastica personalizzata, due soli centri in Italia per quest’ultima versione

20 GEN - Un Medico calabrese, una giovane nordeuropea che prima ha girato altri centri in Spagna e Germania, due donne catanesi che hanno evitato i viaggi fuori Regione: sono alcuni dei pazienti del 'Gamma Knife' una speciale forma di radiochirurgia dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.

Sono state 1.700 le persone, 300 delle quali negli ultimi 18 mesi grazie all’introduzione dell’avanzato modello Icon, trattate in questo reparto “d’eccellenza siciliana che inverte la migrazione sanitaria”, ricorda il dg dell’Azienda Salvatore Giuffrida, sottolineando che: “il Gamma Knife non soltanto riduce l’invasività del trattamento, ma estende anche le possibilità di impiego”. Oltre che per tumori cerebrali, malformazioni artero-venose, nevralgia del trigemino ed altri disturbi dell’encefalo, infatti, il Gamma Knife Icon può curare anche patologie funzionali come alcune forme di epilessia o disordini del movimento.

“È una eccellenza della Sanità siciliana e, con un pizzico d’orgoglio, possiamo sottolineare catanese - osserva il Sindaco Salvo Pogliese - che bisogna essere bravi a valorizzare”.


“Stiamo portando il Sistema Sanitario Regionale - ha rilevato l’Assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza - ad essere competitivo con le realtà del Nord del Paese”, ha affermato Razza, evidenziando come i pazienti siciliani oggi possono trovare non solo i migliori professionisti, ma anche le miglioritecnologie.

Il Gamma Knife permette, mediante radiazioni gamma emesse da sorgenti di cobalto, di irradiare con precisione sub-millimetrica la zona da trattare, senza danneggiare il tessuto sano circostante e, in determinati casi, riducendo notevolmente il rischio di complicanze rispetto all’intervento chirurgico tradizionale.

Anziché soltanto il casco fissato alla testa tramite delle viti extracraniche, necessario per localizzare le zone da trattare ed evitare il movimento del paziente sul lettino della macchina, il modello Icon, in dotazione al Cannizzaro e in un solo altro centro convenzionato in Italia, consente di utilizzare anche una maschera termoplastica personalizzata, sistema di immobilizzazione non invasivo che migliora il comfort del paziente.
 

20 gennaio 2020
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