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Covid. Smi Sicilia: “Superare inefficienze per permettere ai medici di famiglia di vaccinare”

Il sindacato contesta al governo regionale di non mettere i medici di famiglia nelle condizioni di offrire pienamente il loro contributo alla campagna vaccinale. Secondo lo Smi si è puntato sugli hub e su altre categoria sanitarie, “con un grande dispendio di finanziamenti pubblici”. Ora si parla di nuovo di puntare medici di medicina generale, ma “non vorremmo diventare vittime sacrificali dell’inefficienza della parte pubblica”.

03 GIU - “Chiamati in causa più volte i medici di famiglia in Sicilia, non vengono, poi, messi in condizione per dare un contributo pieno nella campagna di vaccinazione”. È Giuseppe Catania, segretario regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI) Sicilia, a denunciare, in una nota, la sottoutilizzazione dei medici di medicina generale nella campagna di vaccinazioni anti covid.

“Con il proliferare degli hub vaccinali, poi con l’affidamento delle inoculazioni ad altre categoria sanitarie con un grande dispendio di finanziamenti pubblici, non si è voluto percorre l’unica strada più sicura, cioè quella di utilizzare la rete degli ambulatori dei medici di famiglia,  per arrivare in modo capillare ai tutti gli strati della popolazione siciliana”, afferma Catania. Secondo il quale “siamo di fronte ad un vero e proprio danno erariale per le casse dello Stato. La campagna di vaccinazione non può diventare un affare, con un flusso di finanziamenti a svariati soggetti. Bisognerà che qualcuno risponda, prima o poi, di tutto questo  davanti alla Corte dei Conti e all’opinione pubblica”.


Il sindacalista si chiede “a chi giova questa situazione? Si è voluto in modo sistematico non dotare ai medici di medicina generale un numero sufficiente di dosi, per poi accusarli di poco impegno, quando, invece, per le vaccinazioni antinfluenzali abbiamo agito molto bene in Sicilia, immunizzando gran parte della popolazione interessata”.

Per il segretario regionale dello Smi, le criticità della medicina generale hanno comunque radici più profonde. “La Regione Sicilia - spiega - ha mostrato, nel corso di quest’anni, nelle politiche sanitarie per la medicina generale una tendenza all’improvvisazione, con una mancanza di capacità di programmazione, basti vedere il fallimento della realizzazione delle Unità complesse di cure primarie (che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dovrebbero essere sostituite dalle Case di Comunità) nonostante la piena disponibilità alla collaborazione dei medici di famiglia”.

Catania riferisce come si ritorna adesso a porre l’accento sul pieno utilizzo dei medici di medicina generale, “visto l’impossibilità di raggiungere tutte le fasce di età della popolazione". Ma, evidenzia, “non vorremmo che con la condotta di queste settimane, con la disinformazione crescente, e con le paure indotte dalle fake news, i medici di medicina generale diventassero vittime sacrificali dell’inefficienza della parte pubblica, della Regione Sicilia e del Governo”.

03 giugno 2021
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