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Giovedì 22 NOVEMBRE 2018
Mandelli (Fofi): “Indispensabile invertire la tendenza sul finanziamento del Ssn”

“I dati dell’Ocse confermano quanto da tempo sostengono i professionisti della salute italiani: il nostro Servizio Sanitario, a quarant’anni dalla sua istituzione, sta subendo un grave sottofinanziamento” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli.
 
“Complessivamente il nostro paese nel 2017 ha fatto registrare una spesa sanitaria inferiore alla media europea: l’8,9% del PIL contro il 9,6%. E va considerato che crescono costantemente da una parte la rinuncia alle cure e, dall’altra, la spesa privata, che nel periodo 2013-2017 è aumentata di poco meno del 10% toccando 37,3 miliardi. E’ evidente che se non si inverte quella che ormai da anni è una tendenza, il perimetro dell’assistenza sanitaria andrà riducendosi al punto da compromettere i principi di universalità ed equità dell’Ssn. Già oggi, peraltro, vediamo come l’accesso alle cure e la loro qualità presentino significative variazioni tra Regione e Regione e all’interno delle singole Regioni”.
 
Il confronto con l’investimento in salute degli altri paesi europei con cui normalmente ci si confronta è ancora più preoccupante: Francia e Germania, per esempio, destinano a questo capitolo di spesa l’11,5 e l’11,3% del PIL. “Il rapporto "Health at a glance" ci ricorda anche la necessità di razionalizzare l’uso delle risorse, visto che per l’Italia si stima una quota di spesa inefficiente pari al 19%” prosegue Mandelli.
 
“C’è ancora molto da fare quindi su questo fronte, per esempio potenziando le cure sul territorio, dove i farmacisti e le farmacie di comunità possono dare un contributo importante. Ma contemporaneamente non si può pensare di affrontare la sempre maggiore incidenza delle malattie croniche e i costi dell’innovazione farmacologica e tecnologica con un investimento pubblico costantemente inferiore alle necessità. Finora il sistema ha retto ma occorrono correttivi urgenti”.

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