quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Lunedì 01 OTTOBRE 2012
Perché penso che lo “scontrino” del Ssn sia una buona idea 

Sinceramente non capisco lo scandalo suscitato dalla delibera della Lombardia (allo studio anche in Toscana, Veneto e Liguria) che ha reso obbligatoria la comunicazione al paziente del costo della prestazione sanitaria ricevuta dalle strutture pubbliche regionali.
Comunque la rigiro mi sembra una buona idea soprattutto perché riconosce al cittadino un ruolo di "utente/esigente" di un servizio per il quale ogni anno si pagano imposte salate alle quali si aggiungono anche i ticket.

Il fatto che il cittadino sappia qual è la parte di costo, al netto del ticket, per ogni prestazione ricevuta ne fa un cittadino non solo informato ma anche consapevole del “valore” monetario della prestazione e del valore dei servizi ricevuti a fronte delle imposte (tante) pagate.
Un valore misconosciuto dalla maggioranza dei cittadini che, salvo esperienze nel privato, sanno forse quanto costa una Tac ma certamente non un intervento di angioplastica piuttosto che una mastectomia alla mammella o, figuriamoci, un trapianto d’organo.
Si dice che rendere trasparenti questi costi potrebbe addirittura diventare un “disincentivo” alla cura (Balduzzi) oppure che si possano creare situazioni di “discriminazione e colpevolizzazione del malato “ (Cnb).

Continuo a non capire perché. Non vedo perché sapere che il tuo ospedale ha “speso per te” tanti soldi debba farti sentire discriminato o colpevolizzato e tanto meno perché ciò dovrebbe disincentivare il mio ricorso futuro ad altre cure (che in ogni caso mi sarebbero comunque prescritte da un medico).
Al contrario sapere che per la mia salute si è speso tanto e che da parte del Ssn “non si è badato a spese”, mi farebbe sentire semplicemente orgoglioso di avere questa sanità e certamente meno arrabbiato della mole di tasse che paghiamo ogni anno, anche per la sanità.

C.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA