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Martedì 10 DICEMBRE 2013
Gli interventi delle Istituzioni

 “La medicina di genere deve assumere sempre di più importanza nel nostro Paese”. È un coro unanime quello che arriva dalle rappresentanti delle Istituzioni intervenute alla presentazione del Libro bianco di O.N.Da. che sottolineano il loro impegno a proseguire nelle politiche di sostegno alle esigenze delle donne.
 
“I dati del Libro Bianco – ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi, XII Commissione Permanente Igiene e Sanità – danno la sensazione tangibile di come è la nostra società e per il mondo politico sono fondamentali per allocare meglio le risorse finanziarie. In Italia abbiamo approvato una serie di mozioni per andare incontro alle esigenze di genere. In primi grandi provvedimenti sono iniziati con Livia Turco con una collaborazione trasversale tra le varie componenti parlamentari. Dobbiamo continuare su questa strada, anche con l’importante contributo di O.N.Da, per contribuire a migliorare tutti quegli aspetti che ancora non funzionano, per fornire servizi sempre più adeguati e rispondenti a una vera prevenzione, assistenza e diagnostica al femminile, che sia uniforme su tutto il territorio nazionale. ecco perché ritengo anche che politica del farmaco – ha aggiunto – debba essere ricondotta a livello centrale, i comitati regionali devono sparire per evitare le discriminazioni regionali alle quali assistiamo e che spesso costringono le persona a migrare da una regione all’altra per accedere ai farmaci. E ora con la medicina transfrontaliera dovremmo aumentare ancora di più l’attenzione verso la medicina di genere e i  dati ci aiuteranno a comprendere ancora meglio le patologie del nostro paese e a diventare sempre più competitivi nell’offerta di prestazioni”.
 
 “L’attività di monitoraggio e la focalizzazione su alcune specifiche patologie rendono il Libro bianco punto di riferimento per la programmazione sanitaria sul territorio nazionale – ha sottolineato Sabrina De Camillis, Sottosegretario di Stato, Presidenza del Consiglio dei Ministri - attraverso un’attenta analisi dei dati, derivanti dalle ricerche e dagli studi fatti per elaborare questa pubblicazione, vengono fuori delle disomogeneità territoriali, del servizio sanitario, a cui le Istituzioni devono rispondere in modo adeguato. Partendo dal fatto che le risorse da destinare alla sanità non possono essere infinite e che la richiesta di cure, per tendere ad un miglior stato di salute è in aumento, bisogna avere il coraggio di fare scelte chiare: non si può avere tutto per tutti, ma la riqualificazione della spesa dovrà tendere a rispondere alle aree di maggiori bisogni, ma con minori possibilità di cura.  Ancora una volta la presidente Francesca Merzagora, con il Libro bianco di O.N.Da, ci consente di porre la giusta attenzione su tematiche reali e concrete, richiamando alla responsabilità tutti gli interlocutori, che attraverso un agito che risponde alle necessità della salute delle donne, potranno lavorare per colmare i deficit evidenziati dai dati che ci sono stati forniti”.
 
“Nel corso di questi anni sempre di più si è arrivati ad una sensibilizzazione verso la medicina di genere – ha detto la senatrice Maria Rizzotti, Vice Presidente XII Commissione Permanente Igiene e Sanità – è una realtà da cui non si può prescindere anche perché solo un orientamento di genere consente di raggiungere l’appropriatezza preventiva e prescrittiva. La salute della donna è cambiata, anche perché è cambiato il ruolo femminile nella società moderna: una corretta programmazione sanitaria non può ignorare questo aspetto. Pensiamo al fatto che le donne consumano più farmaci ma hanno  una diversa metabolizzazione rispetto agli uomini, tant’è che il 60% dei ricoveri femminili sono dovuti a reazioni avverse ai farmaci. La donna è considerata un piccolo uomo questo va cambiato. Negli  Usa c’è la defiscalizzazioni per le industrie  che indirizzano la ricerca farmacologica verso la medicina di genere, sarebbe fondamentale che questo avvenisse anche nel nostro Paese”.

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