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Giovedì 03 FEBBRAIO 2022
La Cisl propone un referendum popolare per riformare la sanità

Sono 50mila le firme da raccogliere: “Se vogliamo spendere bene le risorse offerte dal Covid dobbiamo riempire il vuoto della medicina territoriale, con una riforma dei distretti, sui medici di base, sul ripristino corretto della rete ospedaliera diversa da quella distrettuale dell’Asl, dando risposte anche alle persone deboli con cura domiciliare. Occorrono 25mila assunzioni tra medici, infermieri, operatori e tecnici”.

Un referendum per superare la politica e andare a chiedere direttamente ai cittadini il sì ai cambiamenti del sistema sanitario della Campania. È questa la novità lanciata ieri dalla Cisl a Napoli per migliorare l’assistenza ai cittadini che hanno bisogno di una terapia vicina a casa o domiciliare.

“Abbiamo bisogno - ha spiegato Doriana Buonavita, segretaria generale della Cisl Campania – di spendere bene le risorse offerte dal Covid e dalle misure stabili sanitarie, per farlo dobbiamo riempire il vuoto della medicina territoriale, con una riforma dei distretti, sui medici di base, sul ripristino corretto della rete ospedaliera diversa da quella distrettuale dell’Asl, dando risposte anche alle persone deboli con cura domiciliare”.

La Cisl sottolinea la necessità della sanità della Campania di assumere 25.000 nuove persone tra medici, infermieri, operatori e tecnici e la mancanza di dialogo con la Regione e con il governatore Vincenzo De Luca, che ha tenuto la delega sanità “De Luca? Sono quattro anni - spiega Buonavita - che cerchiamo di comprendere i motivi ostativi per questo salto di qualità, sapendo che non abbiamo bisogno solo di edilizia sanitaria spinta ma di riempire le strutture di personale. Le misure ci sono state ma non comprendiamo perché non parliamo di mancanza di personale qualificato. Sono due anni che si è interrotto il nostro dialogo con la giunta regionale per misure da loro prese autonomamente”.

E le misure della Cisl verranno quindi riportate nel tentativo di indire un referendum popolare che secondo lo statuto della Campania ha bisogno di 50.000 firme per nascere.

“La pandemia - ha incalzato Lorenzo Medici, segretario generale della Cisl Campania sulla Funzione Pubblica – ha dimostrato che il modello attuale di sanità non va. Si ingolfano gli ospedali, non si danno risposte alle altre malattie, a partire da quelle severe. La soluzione è nella medicina territoriale, utilizzando al meglio i fondi del PNRR per creare strutture di prossimità, con Asl scorporate dagli ospedali, e nella creazione di distretti in grado di dare risposte ai bisogni di salute. Puntiamo a raccogliere 50 mila firme per un referendum partecipativo chiamando al voto i cittadini della Campania. È la prima volta che succede. Applichiamo l’articolo 15 dello statuto, pronti – conclude Medici - a fermare la macchina se la Regione condivide la nostra proposta, che è l’unica possibile per una sanità efficiente ed efficace, in grado di coniugare le altissime professionalità esistenti nel settore con una organizzazione ottimale”.

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