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Giovedì 07 LUGLIO 2022
Covid. I medici chiedono alla Regione nuove iniziative urgenti

Il 30 giugno chiudono le Usca. Per l’intersindacale formata da Ugs Medici, Cgil Fp Medici, Smi, SIMeT e Snami sono necessarie misure per gestire l’aumento dei casi di Covid garantendo, al contempo, il proseguimento degli altri ambiti di assistenza. La situazione, spiega, è particolarmente “critica” nel settore dell’emergenza urgenza "dove mancano 200 medici rispetto gli organici previsti” e nei pronto soccorso “che versano in grandissima difficoltà a causa delle inaccettabili croniche carenze di organico”.

L'intersindacale medici (Ugs Medici - Cgil Fp Medici - Smi -SIMeT - Snami) della Regione Puglia chiede all'assessorato alla Salute intende adottare per “affrontare la recrudescenza dei contagi da coronavirus nella variante Omicron V alla luce della cessazione del servizio prestato dalle Usca a partire dal 30 giugno”. 

I medici chiedono, quindi, attraverso una nota, “misure urgenti per fronteggiare la situazione”, che appare “critica” nel settore "dell’emergenza urgenza dove mancano 200 medici rispetto gli organici previsti” e “dei pronto soccorso che versano in grandissima difficoltà a causa delle inaccettabili croniche carenze di organico”.
 
Per l’intersindacale bisogna quindi far fronte all’aumento di casi di Covid, da un lato, dall’altro garantire l’assistenza negli altri ambiti. “È necessario affrontare da subito il problema delle liste d'attesa, caratterizzate da prenotazioni lunghissime  che inducono il cittadino a rivolgersi al pronto soccorso oppure al privato e a pagarsi le cure nonostante la sanità impegni l'80% del bilancio regionale”.
 
Per i medici vanno infine “risolti le questioni riferite alla  gestione della  telemedicina per  far funzionare adeguatamente le piattaforme regionali, che vanno spesso in blocco con una conseguente disfunzione che complica il lavoro dei medici di famiglia. Senza queste soluzioni la Puglia non sarà in grado di far fronte in modo efficiente alla domanda di salute”.

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