quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Giovedì 06 SETTEMBRE 2012
Decreto Balduzzi. Intramoenia solo col bancomat?



Gentile Direttore,
dopo aver letto le varie bozze succedutesi nel corso degli ultimi giorni del Decreto sanità del ministro Balduzzi, penso che debbano essere chiariti almeno due punti poco commentati, inerenti l’attività libero professionale allargata così come ristrutturata nel decreto:

1) Anzitutto, se le ASL non hanno a disposizione locali idonei all’effettuazione della stessa da mettere a disposizione dei medici interessati, sarà possibile svolgere tale attività in forma allargata e su autorizzazione regionale secondo un programma in via sperimentale negli studi privati collegati in rete con convenzione annuale rinnovabile, ma “solo a condizione che il fatturato del singolo professionista sia pari o superiore a 12mila € annui” (art. 2): non Le pare una norma discriminatoria inaccettabile, in quanto, ad esempio, chi produce 11900 € non potrebbe accedere a tale convenzione? Come mai i sindacati della Dirigenza medica tacciono su questo delicato punto, tranne un’iniziale commento critico del collega Troise (ANAAO)?

2) Sulla tracciabilità dei pagamenti da parte dei pazienti (al comma 4 lettera c ove si afferma: “mediante mezzi di pagamento che assicurino la tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo. Nel caso dei singoli studi professionali in rete, la necessaria strumentazione è acquisita dal titolare dello studio, a suo carico, entro il 30 aprile 2013”), non si precisa però quali sarebbero le modalità di pagamento tracciabili: ad esempio, se si intende parlare della carta di credito, i sanitari dovrebbero forse munirsi di strumentario p.o.s. (ovviamente a loro spese) per consentire tale forma di pagamento? E a chi non possiede né carta di credito né assegni dovrebbe forse essere negata la prestazione sanitaria richiesta?

Ci sarebbero anche molti altri passaggi piuttosto nebulosi e contraddittori nel decreto, ma per brevità rimando a un’altra occasione.

Dr. Michele A. Mussari 
Dirigente medico Regione Campania
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA