quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Giovedì 20 OTTOBRE 2022
Pronto Soccorso. Al San Camillo di Roma la nuova area ‘boarding’ rivoluziona l’assistenza ai pazienti: - 68% tempi di attesa per un letto

La riorganizzazione, iniziata d'estate, sta dando i suoi frutti. Una vasta area del PS, precedentemente utilizzata come area Covid, è stata trasformata nella nuova area boarding. Per far fronte alla carenza di personale, sono stati coinvolti in via sperimentalmente i medici di altri reparti dell'azienda, in possesso di specializzazione affine/equipollente alla medicina d’urgenza. Il dg Mostarda: “Costruiti percorsi di cambiamento organizzativo dove sembrava impossibile”. D’Amato: “Una profonda riorganizzazione per migliorare l’assistenza”. LE SLIDE

Riduzione del 68% dei tempi di attesa per il posto letto, maggiore appropriatezza nelle cure e un nuovo servizio informazioni a disposizione dei familiari dei pazienti al Pronto Soccorso. Sono i principali effetti del profondo processo di riorganizzazione del Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo presentato questa mattina dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e dal direttore generale dell’ospedale capitolino, Narciso Mostarda. Per la prima volta nella Regione Lazio, i pazienti in attesa di ricovero, collocati in spazi dedicati, sono assegnati ai professionisti della Medicina Interna e non solo a quelli del Pronto Soccorso.

“Un risultato importante reso possibile grazie ad una profonda riorganizzazione interna, che ha rimodellato i percorsi, garantendo un innalzamento dell'efficacia organizzativa e un miglioramento dell’assistenza. Voglio rivolgere un ringraziamento ai professionisti dell’azienda ospedaliera San Camillo per il lavoro che svolgono quotidianamente con passione e dedizione per assicurare la migliore assistenza possibile ai cittadini” ha commentato l’assessore Alessio D’Amato.

“Abbiamo dimostrato - ha detto il Direttore Generale, Narciso Mostarda - che è possibile costruire percorsi di cambiamento organizzativo anche laddove sembrava impossibile. Il Pronto Soccorso è la porta d'ingresso principale di tutte le fragilità, ed è il punto più critico di tutti gli ospedali. Noi abbiamo risposto con una strategia condivisa con più protagonisti, attingendo anche a risorse non propriamente dedicate all’emergenza. Un plauso ai professionisti che hanno accolto la sfida di riprogettare la risposta all’emergenza”.
 
Il Pronto Soccorso dell’Azienda, DEA di II livello e Hub di tutte le reti tempo-dipendenti, è una struttura attualmente di 1500 mq, dall'enorme complessità e stratificazione. Con un totale di 141 operatori impegnati in PS tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari (Oss) e operatori tecnici (ausiliari), nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2022 ha accolto 30761 pazienti di cui 3482, l'11,3%, codici 1 (codici rossi). L'incremento dei pazienti a maggiore criticità e complessità assistenziale, a cui si aggiunge la riduzione, negli anni, dei posti letto per acuti (in Italia attualmente sono il 3 per 1000, contro la media europea del 5,7), ha generato crescenti criticità correlate al sovraffollamento dei Pronto Soccorso, con particolare riferimento al cosiddetto “Boarding”. Il Boarding è il fenomeno che si genera per quei pazienti che, una volta stabilizzati dai medici di Pronto Soccorso, devono essere ricoverati in altri reparti. Causa un vero e proprio “collo di bottiglia” all'interno del reparto di emergenza, con persone che stazionano in barella anche per giorni, causando sovraffollamento, blocco delle ambulanze, e carichi di lavoro estenuanti per gli operatori di Pronto Soccorso. 

“Durante l’estate - spiega l’Ao nella nota -, a seguito della riduzione dei casi Covid si è potuto procedere a una riorganizzazione degli spazi interni. Una vasta area del Pronto Soccorso (600mq), precedentemente utilizzata come area Covid, è stata liberata e trasformata nella nuova area Boarding,  dedicata ai pazienti destinati e in attesa di ricovero. Ma l'aumento degli spazi non basta: proprio nel 2022 si è verificata una “emorragia” di personale medico del Pronto Soccorso. Per far fronte, dunque, alla necessità di ulteriori operatori, si è pensato di coinvolgere sperimentalmente i medici di altri reparti dell'azienda, in possesso di specializzazione affine/equipollente alla medicina d’urgenza". 

Grazie alla sinergia e alla collaborazione tra unità operative, a partire dal mese di luglio l’intera area Boarding è passata sotto la gestione dei medici della Medicina Interna, che si occupano dei pazienti nelle ore diurne (8-20). “In questo modo - spiega la nota -, i medici del Pronto Soccorso gestiscono e stabilizzano i pazienti fino alla decisione di ricovero/dimissione. Successivamente i pazienti destinati al ricovero sono trasferiti nell’area Boarding e “passati in consegna” ai medici della Medicina Interna. Inoltre, su input dell’attuale Direzione Generale, è stato creato uno sportello informazioni esterno, di fronte all'ingresso del Pronto Soccorso, dove i familiari possono ricevere aggiornamenti sulle condizioni del paziente”.

Questa soluzione, secondo quanto riferito all’Azienda, “ha permesso, nel breve periodo, di garantire la continuità dei servizi di emergenza e il diritto al riposo ordinario". Inoltre, a tre mesi di distanza dall'attivazione del nuovo processo organizzativo, c’è stata, nel dettaglio, una riduzione (-68%) della presenza di pazienti in attesa di ricovero da oltre 24 ore (in area Boarding) alle ore 14. Una tiduzione (-20%) del numero medio di presenti complessivi nel Pronto Soccorso alle ore 14. Riduzione dei tempi dal triage alla presa in carico dei pazienti: nel 2022 hanno atteso mediamente 38 minuti a fronte dei 47 minuti del 2021 (- 8,9%). A fronte di un aumento degli accessi al PS e in particolare degli accessi con mezzo 118 sopra media regionale, si è rilevata una riduzione della percentuale di ricovero (-4,2%). “Dati che garantiscono un miglioramento sostanzioso e complessivo degli indicatori di performance e condizioni di benessere organizzativo”, conclude la nota aziendale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA