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Mercoledì 26 SETTEMBRE 2012
Decreto Balduzzi. Anaao: "Ecco le nostre proposte emendative"

In audizione presso la Commissione Affari sociali della Camera il sindacato dei dirigenti medici, già in stato di agitazione, ha presentato le sue proposte di modifica al Dl. I cambiamenti illustrati riguardano le norme sulla mobilità, sulla valutazione professionale e sull’intramoenia. (Vedi gli emendamenti).

Nella prima tornata di audizioni in commissione Affari sociali alla Camera sul Dl Balduzzi ieri è stato anche il turno dell’Anaao-Assomed. Il sindacato, dopo aver annunciato lo stato d’agitazione sul testo, ha presentato ieri ai deputati della XII commissione le sue proposte emendative. Tre i temi che proprio non vanno giù al principale sindacato dei dirigenti medici quello della mobilità, sull'intramoenia e sulla valutazione professionale. E proprio su questi tre aspetti vertono le modifiche proposte.
 
No alla mobilità coatta.
Per l’Anaao “esiste da tempo un dettato legislativo e contrattuale in fatto di mobilità, sia volontaria che di ufficio, ordinaria, in caso di urgenza o ristrutturazione aziendale, con indirizzi in merito specifici per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria”. Per queste ragioni il sindacato ritiene inutile “ricominciare da capo in tale materia istituendo, con un colpo di mano e nel deserto delle relazioni sindacali, una nuova forma di mobilità che peggiora in maniera forzosa e strumentale per la sanità quanto previsto per gli impiegati statali, senza nemmeno preoccuparsi di garantire incarico professionale e trattamento economico”. Il rischio paventato è quello di uno “stravolgimento delle norme che regolano la mobilità che trasforma i medici e sanitari in ‘pacchi postali’ a disposizione delle Regioni, senza alcuna certezza di coerenza con la disciplina, di salvaguardia dell’incarico professionale e del trattamento economico”.
 
Valutazione professionale. No ad appiattimento su modello Pa
Altro tema caldo su cui intervengono le proposte emendative dell’Anaao è quello della valutazione professionale. “L’intrusione legislativa in materia contrattuale, che contraddice anche quanto sottoscritto dalle Confederazioni Sindacali presso il ministero della funzione pubblica a febbraio 2011 e maggio 2012, è un atto mortificante perché, estendendo di fatto alla dirigenza medica e sanitaria il modello contenuto nelle disposizioni della legge 150/09,cui tra l’altro si sono già sottratti diversi Ministeri, tende ad omologare tale dirigenza a quella di altre categorie della Pubblica Amministrazione che hanno specificità profondamente diverse per la quale è prevista una “valutazione”, limitata agli obiettivi di budget e finalizzata al sistema premiante, che più propriamente andrebbe denominata “verifica di risultato”. Per l’Anaao quindi, “si rischia, attraverso la modifica, cioè di politicizzare la valutazione anche dei dirigenti non titolari di incarichi gestionali (strutture complesse, semplici e direttori di dipartimento). Per di più, a fronte di questi rischi non vi è certezza a fine mandato di conferma dell’incarico anche in presenza di valutazione professionale e gestionale positiva, stante la conferma della validità dell’articolo 9 comma 32 del decreto 78/2010 anche per il personale sanitario. La politica cacciata dalla porta delle strutture complesse rientra dalla finestra degli incarichi professionali.
Per consentire la progressione verticale che attualmente regola, con esclusione dei Direttori di struttura complessa, i percorsi di carriera dei professionisti è necessario specificare che un nuovo incarico attribuito dopo il superamento della valutazione professionale deve essere ‘almeno’ di pari rilievo rispetto al primo”.
 
Intramoenia. Così si spingono i medici fuori dal regime esclusivo
Le misure del Dl Balduzzi sull’intramoenia rappresentano “una morte annunciata della libera professione intramoenia, caricata di oneri burocratici ed economici che avranno come unico risultato quello di spingere i medici fuori del regime esclusivo”. Per il sindacato “occorre porre attenzione ad evitare eccessivi oneri burocratici ed economici che potrebbero spingere i professionisti fuori dal sistema, trasformandoli in imprenditori in aperta concorrenza con il servizio pubblico, che pure ha sostenuto gli oneri per la loro formazione. La condizione di un volume minimo di fatturato per accedere al programma sperimentale non può essere posta da chi è inadempiente sul piano degli obblighi relativi alla disponibilità di spazi interni. Il contrasto alla evasione fiscale non è compito del Ministero della Salute”.
 

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