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Giovedì 18 OTTOBRE 2012
Estetica. Aicpe: “No alla chirurgia low cost, diffidate delle offerte speciali”

Un intervento di chirurgia estetica non è come comprare una borsa nuova. È questo il monito lanciato dall’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica che, in linea con la British association of aesthetic plastic surgeons, diffida i pazienti dalle offerte scontate senza garanzie di qualità.

Chirurgia plastica e ritocchini estetici “in saldo”? Diffidate delle offerte speciali perché decidere di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica non è come decidere di comprare una borsa nuova.
È questo il monito dell’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe ) che, sul solco tracciato dai colleghi inglesi della British association of aesthetic plastic surgeons (Baaps), mette in guardia i pazienti verso le offerte speciali super scontate ‘compri uno prendi due’ e promozioni a tempo proposte anche su internet da gruppi commerciali che sfruttano l’impulso all’acquisto: un meccanismo che induce a credere che si tratti di un affare così buono da cogliere al volo.
Per tutelarsi, ogni paziente dovrebbe controllare che il chirurgo scelto sia un professionista serio, che abbia il titolo di specializzazione in chirurgia plastica, che sia iscritto a un’associazione di categoria (Aicpe o Sicpre) e che operi in strutture adeguate esponendo a ogni paziente un consenso informato che sia chiaro e comprensibile in tutti i suoi punti.
 
“Chi decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica estetica – avverte Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente di Aicpe – deve farlo con calma e giudizio, dopo aver scelto uno specialista a cui affidarsi e dopo averne verificato le qualifiche. Si tratta sempre di un’operazione chirurgica, delicata e importante, sia in termini di tecnica sia di risultati, che comporta necessariamente dei rischi. Inoltre apporta dei cambiamenti definitivi nel corpo con i quali si dovrà convivere per il resto della vita. È bene ponderare con attenzione questa scelta”.
 
In Italia non siamo ai livelli della Gran Bretagna, dove la pubblicità è più aggressiva e le minorenni sono uno dei target preferenziali della chirurgia plastica. Tuttavia anche da noi sono presenti, soprattutto sulla “rete”, molti messaggi di offerta speciale.
“È importante – aggiunge il vicepresidente di Aicpe – che i pazienti sappiano che ci sono costi che non si possono eliminare. Ad esempio nell’intervento più eseguito, quello di mastoplastica additiva, il costo è determinato dalla spesa per le protesi, clinica, anestesia, preparazione pre-operatoria e decorso post operatorio. A queste spese, ogni chirurgo ne può aggiungere altri per migliorare la qualità del risultato (anestetici particolari, protesi di prova, eccetera), oltre al proprio compenso. Sotto una certa cifra, è impossibile offrire un servizio di qualità. Anche supponendo che il chirurgo rinunci al proprio onorario per farsi pubblicità, per risparmiare potrebbe usare protesi di qualità discutibile, operare in un ambiente che non rispetta tutti gli standard o risparmiare sull’anestesia. Insomma, a farne le spese è la sicurezza, che è un dovere in ogni terapia chirurgica”.

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