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Giovedì 25 OTTOBRE 2012
Farmaceutica. D’Ambrosio Lettieri (Pdl): “Il Governo si impegni a dare segnali al comparto”

“Il settore non chiede denaro, solo regole chiare e uguali per tutti”. Per il senatore, intervenuto oggi al Forum Aschimfarma, “un segnale sarebbe quello di rispettare l'impegno assunto con l'approvazione del mio ordine del giorno in materia nel corso dell'iter legislativo della legge di stabilità”.

“Semplificare e armonizzare la legislazione del settore farmaceutico significa rendere le imprese più competitive e migliorare l’assistenza ai cittadini”. Per questo il senatore del Pdl e segretario della commissione Igiene e Sanità del Senato, Luigi D’Ambrosio Lettieri, chiede che “il Governo si impegni a dare segnali concreti di attenzione a un comparto produttivo che merita rispetto, che non chiede denaro, ma che vuole solo regole chiare e uguali per tutti. In tal senso – secondo il senatore - un buon segnale sarebbe appunto quello di  rispettare l'impegno assunto con l'approvazione del mio ordine del giorno (G 144) nel corso dell'iter legislativo della legge di stabilità del 2011”.

D’Ambrosio Lettieri è intervenuto stamani al Forum di Aschimfarma, l'associazione delle aziende che producono principi attivi e intermedi per l'industria farmaceutica, sul tema “Semplificare per competere, competere per crescere”.

“Armonizzare legislazione sovranazionale; subordinare l'importazione nei Paesi dell'UE dei principi attivi farmaceutici di fabbricazione extra UE alla ispezione dei siti produttivi da parte delle autorità regolatorie europee; definire protocolli d'intesa internazionali per il mutuo riconoscimento delle ispezioni effettuate; semplificare normative che snelliscano le procedure per l'autorizzazione al commercio, nel rispetto delle norme GMP, lasciando impregiudicati gli eccellenti livelli di sicurezza raggiunti dal nostro Paese: questi i contenuti del mio emendamento alla Legge Stabilità 2011 approvato dal Governo che, se realizzati, possono contribuire in maniera determinante a rendere più competitive le nostre aziende”, ha spiegato il senatore. Che ha aggiunto: “La ricerca produce innovazione, l'innovazione sostiene la qualità e dalla qualità derivano garanzie per cittadini e imprese. Se trasferiamo queste semplici considerazioni al comparto sanitario è di tutta evidenza che i livelli di qualità assumono rilievo strategico per la tutela della salute pubblica. In Italia, anche se le risorse pubbliche investite sono modeste, siamo bravi nella ricerca che ci pone all'ottavo posto nel mondo per la produzione scientifica, con elevati livelli di impact factor. Siamo bravi nell'innovazione delle nostre aziende che porta il biotech made in Italy nel gotha internazionale e, di conseguenza, siamo a livelli di eccellenza nella qualità”.

D’Ambrosio Lettieri sottolinea tuttavia come, purtroppo, “a tutti questi lodevoli sforzi non corrispondano performance vincenti per le nostre aziende che rischiano di essere perdenti nella competizione globale con gravissimi danni per l'economia del Paese, per Pil e occupazione. Questo desolante quadro riguarda molti comparti produttivi e tra essi, nella sanità, patiscono ingiustificate sofferenze anche le aziende che producono materie prime ad uso farmaceutico”.

“In questo settore i motivi del crescente stato di crisi – ha proseguito - vanno ricercati in una politica industriale che non riesce a valorizzare la straordinaria vocazione delle nostre aziende alla produzione di qualità e in un sempre più profondo squilibrio tra le norme e i sistemi regolatori dei singoli paesi che impongono regole differenti per laproduzione e la commercializzazione delle materie prime”.

“In Italia – ha spiegato ancora -, per garantire la qualità e tutelare la salute dei cittadini ci sono regole severe e rigide come lo sono anche le attività di ispezione e di controllo delle competenti autorità di vigilanza. Non succede altrettanto altrove e si determina il paradosso, agevolato dalla  globalizzazione dei mercati e dalla libera circolazione delle merci,  che le nostre aziende che producono bene rischiano la chiusura e le aziende della ‘non qualità’ e del ‘sottoscalismo’, come quelle asiatiche, operano con regole a maglie larghe che si accreditano nel mercato domestico e  internazionale e  fioriscono rigogliose. Insomma, abbiamo in Italia il primato della qualità e anche quello dei fallimenti”.

Per questo, secondo d’Ambrosio Lettieri, “se vuole davvero sostenere lo sviluppo, il Governo deve impegnarsi a dare segnali concreti di attenzione al comparto”.
 

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