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Lunedì 02 OTTOBRE 2023
Al via la Campagna “Derma Point, facciamo il punto sulla cheratosi attinica”

Al Policlinico Gemelli il 7 ottobre, dalle ore 9 alle 13 i dermatologi coordinati dalla Professoressa Ketty Peris, Past President SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse e Ordinario di Dermatologia presso l’Università Cattolica di Roma, offriranno consulti gratuiti. Un’opportunità per ricevere una diagnosi di cheratosi attinica, patologia della pelle che può evolvere in un tumore cutaneo

Si presenta con lesioni cutanee piane o in rilievo, ruvide o squamose, di colore rosso, marrone, bianco o rosa, che possono essere facilmente confuse anche con semplici inestetismi. Ma in realtà potrebbero essere campanelli d’allarme. Stiamo parlando della cheratosi attinica, patologia della pelle che interessa in particolare le persone con un’età avanzata e la pelle chiara, ma non solo, con una prevalenza del 27,4% negli over 30 (Fargnoli et al, 2017). Una patologia da non sottovalutare perché la cheratosi attinica può evolvere verso una forma invasiva di tumore cutaneo, il carcinoma squamocellulare.

Diagnosi precoce è la parola d’ordine: la cheratosi attinica se individuata in tempo può essere trattata, così da ridurne la possibile progressione e la potenziale pericolosità. Insomma, più precoce è la diagnosi, più facile è la cura. Ecco, quindi, che per sensibilizzare la popolazione a rischio, aumentando il grado di consapevolezza sulla patologia, prende il via la campagna “Derma Point, facciamo il punto sulla cheratosi attinica”, con il contributo non condizionante di Almirall in collaborazione con SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse.

Da settembre a novembre 2023, saranno coinvolte 12 strutture ospedaliere/universitarie distribuite sul territorio nazionale con una giornata di screening dermatologico. Il 07 ottobre al Policlinico Gemelli, dalle ore 9 alle ore 13, presso gli ambulatori di Dermatologia, Piano 9 ala D, Largo Agostino Gemelli 8, i dermatologi coordinati dalla Professoressa Ketty Peris, Past President SIDeMaST e Ordinario di Dermatologia presso l’Università Cattolica di Roma offriranno consulti gratuiti per favorire la diagnosi di una patologia ad oggi ancora troppo spesso sottovalutata. La prenotazione è obbligatoria al link: https://eventi.derma-point.it/roma2

“Le macchie della pelle non sono tutte uguali e alcune necessitano di attenzioni specifiche perché potenzialmente gravi – spiega il Professor Giuseppe Argenziano, Presidente della SIDeMaST – tra queste ci sono le cheratosi attiniche. Esse compaiono infatti per l’80% su aree del corpo esposte al sole, quindi viso, collo, mani, avambracci e cuoio capelluto, soprattutto nelle persone meno giovani, di carnagione chiara. Negli stadi iniziali possono essere più facili da sentire alla palpazione che da vedere. Solitamente sono asintomatiche, talvolta dolorose, soprattutto possono evolvere in un tumore cutaneo, il carcinoma squamocellulare. Per questo diagnosticarle e trattarle precocemente è indispensabile”.

In occasione della giornata di screening – aggiunge la Professoressa Ketty PerisI partecipanti verranno sottoposti ad una visita completa di screening, verranno date informazioni relative alle migliori strategie di prevenzione e, se necessario, il soggetto verrà preso in carico dal nostro centro per le cure del caso. Riteniamo fondamentali questi controlli perché troppo spesso, soprattutto se si è adulti o anziani, si tendono a trascurare i segnali che la pelle ci invia. Di fronte ad evidenti variazioni della pigmentazione spesso si pensa che si tratti di “macchie dell’età”, dovute al sole e alla pelle che invecchia. Invece uno screening, per nulla invasivo, può mettere in guardia il paziente ed evitare situazioni più complicate, considerando che questa patologia può progredire in una forma di tumore, il carcinoma squamocellulare, che può essere anche molto invasivo. Per questo noi come SIDeMaST invitiamo tutti i soggetti a rischio a recarsi a questi appuntamenti sul territorio perché da sempre come Società Scientifica siamo accanto ai pazienti e se non sono loro a recarsi spontaneamente in ospedale per controllarsi ci pensiamo noi ad ‘allertarli’ perché non sottovalutino la loro salute”.

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