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Lunedì 20 MAGGIO 2013
Ludopatia. È boom. Studio Cattolica di Brescia: un giocatore su tre di videolottery è patologico

È quanto emerso da un’indagine commissionata dal Codacons. Secondo lo studio, svolto su un campione di 300 persone in 20 sale sparse in tutta Italia, i giocatori dipendenti sono in prevalenza sono uomini, disoccupati, stranieri e con bassa scolarizzazione. Serpelloni (Dpa): “Regolamentare spot e posizionamento delle sale”. LO STUDIO

Un terzo dei giocatori di videolottery è affetto da ludopatia, soffre dunque di problemi di gioco patologico. È quanto emerso da una ricerca commissionata dal Codacons e svolta da Matteo Temporin, dell'Università Cattolica di Brescia. Lo studio, presentato oggi pomeriggio a Roma nel corso di un convegno dedicato al gioco d'azzardo, è stato condotto su un campione di 300 persone in 20 sale sparse in tutta Italia. "Un campione limitato", come ha spiegato Temporin, ma importante visto che “si tratta della prima indagine condotta in Italia sulla relazione esistente tra il comportamento di gioco e il livello di ludopatia”.

Dai dati presentati è emerso un ‘identikit’ del giocatore ludopatico: in prevalenza è uomo, disoccupato o con un lavoro saltuario, straniero, ha un basso livello di scolarizzazione ed è affetto da problemi di relazione. Da ludopatia sono affetti, però, anche il 25% delle casalinghe e il 17% degli studenti e dei pensionati. La maggior parte frequenta le sale da gioco tra le 5 e le 7 volte a settimana e gioca anche online almeno una volta a settimana. L'85% dei giocatori ha una perdita media di 40 euro al giorno, mentre, il restante 15% che riesce a vincere, guadagna in media 120 euro.

"Quattro anni fa abbiamo inserito il gambling nel piano d’azione nazionale del dipartimento. Noi ci occupiamo di tutte le dipendenze, perché pensiamo che la base neurofisiologica sia sempre quella. La prossima settimana lanceremo un sito del dipartimento che contiene una pubblicazione scientifica gratuita e informazioni su prevenzione legate al gambling. É un passo importante perché abbiamo visto che ci sono molti modi diversi, da regione a regione, per affrontare il problema". Lo ha detto Giovanni Serpelloni, capo dipartimento politiche antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri nel corso del convegno.

“Abbiamo anche attivato il progetto ‘Gap’, in collaborazione con Aams e Ministero della salute e Ministero dell’istruzione - ha spiegato Serpelloni - è fondamentale perché ora non abbiamo dati scientifici, ci sono delle ricerche che facciamo sui giovani e sul gioco problematico, dunque il passo prima di quello patologico, ma é necessario circoscrivere la questione scientificamente. Le Regioni stanno man mano aderendo al progetto, ma esistono tutta una serie di inefficienze, dagli strumenti ai finanziamenti, che vanno colmate. Tra gli obiettivi - ha proseguito - stiamo portando avanti lo studio di possibili device elettronici di controllo e di warning da applicare online e sui giochi elettronici".

"Sappiamo che anche un cartellone che recita ’il gioco crea dipendenza’, ha fatto aumentare le persone che si sono andate a informare, e questo é fondamentale - ha proseguito Serpelloni -secondo le ricerche più recenti , il 54% della popolazione ha giocato una volta, ma senza evidenziare problematicità, una percentuale tra 1,27 e 3,8% possono essere definiti problematici, mentre i giocatori patologici sono tra lo 0,5 e 2,2%. Sono dati da tenere in considerazione visto che si basano su un campione di 45mila persone. Gli uomini sono il 67%, le donne il 33%, ma sono in aumento”.

Serpelloni ha poi annunciato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri é pronta con un sito dedicato che a breve sarà online da cui saranno scaricabili gratuitamente le migliori pubblicazioni disponibili sulla materia. Nella Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sono state inviate delle raccomandazioni sulla prevenzione di fenomeni distorsivi e per meglio analizzare come e quanto giocano gli italiani,  testo che poi passerà al Ministero della Salute. Per il capo dipartimento politiche antidroga le priorità ora sono: “Sostenere il lavoro dell'Osservatorio attivo presso i Monopoli. Attivare un sistema informativo per capire quanti sono e dove sono e come curare i ludopatici. Lanciare campagne di prevenzione nelle scuole e sul web. Infine, regolamentare sia gli spot che invitano a giocare, sia il numero e il posizionamento delle sale”.

Infine, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha annunciato di aver presentato 20 denunce in 20 Procure e ai Nas per far chiudere tutte le sale Vlt (videolottery). "Queste sale - ha concluso Rienzi - sono senza luce, senza aria, rumorose e con fumo. Sono locali dove la psiche umana viene danneggiata".
 

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