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Lunedì 09 SETTEMBRE 2013
Università. La corsa dei 76.000 per entrare a Medicina

Solo 1 su 7 potrà frequentare la facoltà di Medicina, ma a sperarci sono in 76 mila. A tanto, infatti, ammonta il numero di domande presentate per partecipare al test di ammissione universitaria. In calo di circa l’1,4% rispetto allo scorso anno.

La professione medica non conosce crisi. Nonostante il leggero calo dell’1,4% rispetto allo scorso anno, sono infatti ben 76.000 i ragazzi iscritti al test di accesso alla Facoltà di Medicina e Odontoiatria che si sta svolgendo oggi in tutta Italia. Tuttavia, solo 1 ragazzo su 7 realizzerà questo sogno (i posti a disposizione sono 10.771 a livello nazionale).

“In realtà – spiega Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza Nazionale Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie e Coordinatore Tecnico del Corso di Laurea in Tecniche di Neurofisiopatologia, Università di Bologna – i ragazzi che effettivamente si giocheranno il futuro con il test saranno circa 66.000. C’è infatti un fisiologico 10% che, pur avendo presentato la domanda, il giorno del test non si presenta”.

Ma Mastrillo svela anche un altro dettaglio, che nelle ore scorse ha portato molti giornali a parlare di 86.000 ragazzi ai test di ingresso. “Quest’anno era possibile presentare la domanda anche attraverso il sito Universitaly. In 86.000 hanno avviato la pre-iscrizione. Che tuttavia doveva essere seguita dal pagamento della tassa di partecipazione. Cosa che hanno fatto in 74.500”. A questi vanno sommati altri 2 mila ragazzi circa che si sono iscritti con le vecchie procedure. “In totale, quindi, sono state 76.000 circa le domande presentate. Da qui possiamo supporre che i ragazzi che hanno affrontato il test in queste ore siano circa 66.000”.

Un dato in leggero calo rispetto lo scorso anno (-1,4%), ma che non preoccupa l’esperto. “Il vero trend negativo è quello che si registra tra le professioni sanitarie. Le domande presentate, infatti, sono 102.000, a fronte delle 114.000 del 2012”.

La causa sarebbe da imputare, secondo Mastrillo, alla crisi economica. “Perché se a frequentare Medicina sono spesso i figli di famiglie più abbienti, i professionisti sanitari provengono per la maggior parte da famiglie più umili, che oggi non sono più in grado di sostenere le spese per gli studi universitari del proprio figlio”.

 

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