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Martedì 17 DICEMBRE 2013
Stamina. Lorenzin riferisce in Cdm. Malati tornano in piazza per chiedere libertà di cura

Nel giorno in cui Beatrice Lorenzin ha riferito in Consiglio dei ministri della vicenda Stamina, dopo l'ordinanza del Tar Lazio che ha 'sospeso' il decreto di nomina del Comitato di esperti, le associazioni dei malati pro-metodo Vannoni tornano in piazza a Roma e Brescia, a sostegno della libertà di cura.

Nel corso del Consiglio dei ministri di oggi la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha svolto una relazione sulla vicenda Stamina. Il premier Enrico Letta, nel corso della cpmferemza stampa, alla fine del vertice di governo, ha fatto sapere che l'esecutivo ha ascoltato la relazione però il "governo non doveva prendere nessuna decisione in merito". 
Il ministro Lorenzin - informa una nota di Palazzo Chigi -  ha ricordato che in attuazione dell’articolo 2 comma 2 bis del DL n. 24 del 2013, convertito con modificazioni dalla legge n.57 del 2013, il Ministero della Salute ha promosso la sperimentazione finalizzata a valutare la sicurezza e l’efficacia del trattamento “Stamina”, a base di cellule staminali mesenchimali.
Il Comitato scientifico, composto dai vertici dell’Istituto superiore di sanità, dall’Aifa e dal Cnt nonché dai massimi esperti nazionali della materia, deliberando all’unanimità ha concluso i propri lavori rilevando, tra l’altro, che il metodo Stamina può comportare “potenziali rischi” per i pazienti e non presenta i necessari requisiti di originalità e scientificità e di ripetibilità del trattamento.
 
All’esito della deliberazione del Comitato, il Ministero della salute - prosegue la nota del Governo - ha posto specifico quesito all’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo se la sperimentazione potesse proseguire. L’Avvocatura, con il parere del 26 settembre 2013, ha comunicato al ministero della Salute che la sperimentazione non avrebbe potuto essere proseguita. Il Ministero ha pertanto adottato il conseguente provvedimento di presa d’atto.
 
Il Tar del Lazio, con l’ordinanza del 4 dicembre 2013, accogliendo l’istanza cautelare della Fondazione Stamina, ha sospeso l’efficacia del predetto provvedimento. Nonostante alcuni aspetti critici, il Ministero della salute intende dare sollecito corso alle procedure per il riavvio della sperimentazione mediante la nomina di un nuovo Comitato scientifico, previo avviso dell’Avvocatura generale dello Stato.
Il Consiglio dei Ministri ha manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Lorenzin, la quale riferirà sul caso in Parlamento nei prossimi giorni. Il governo resta impegnato a valutare una sollecita riattivazione del procedimento di sperimentazione all’esito delle determinazioni della nuova commissione. 
Il governo - conclude la nota - è pienamente consapevole della sofferenza e della situazione in cui si trovano i malati e i loro familiari. Inoltre il governo si rende disponibile, nel rispetto della disciplina e dei protocolli vigenti, a indirizzare pazienti per i quali ne sussistano i requisiti e che ne facciano richiesta verso cure compassionevoli già riconosciute e autorizzate in Italia.
 
Dunque l'attesa dei malati che chiedono di poter accedere al metodo Stamina, per le eventuali decisioni che avrebbero potuto venire dal Consiglio dei ministri sono andate in parte deluse. Riserbo invece per il nuovo comitato scientifico chiamato a valutare il protocollo di Vannoni, dopo l'ordinanza del Tar Lazio che ha 'sospeso' il decreto di nomina del Comitato degli esperti e per questo il ministero della Salute dovrebbe nominare la nuova rosa di esperti, tra i quali saranno inclusi anche ricercatori stranieri, entro la settimana.
 
Per questo le associazioni dei malati pro-Stamina sono scese di nuovo in piazza a Roma e Brescia, per manifestare a sostegno della libertà di cura con il metodo Stamina.
L'iniziativa su Roma, organizzata dal 'Civico 117a' rappresentato dai fratelli Marco e Sandro Biviano, che dal 23 luglio hanno dato vita a un presidio permanente in piazza Montecitorio - è alle 10 in piazza del Pantheon. "Se non avremo delle risposte, procederemo a dei blocchi del traffico e a una serie di altre azioni di disturbo per attirare l'attenzione sul nostro dramma", spiega Sandro Biviano.


 
Quello di Brescia, organizzato dal movimento pro- Stamina (in particolare dal comitato Lombardia, ma parteciperanno delegazioni da diverse città italiane), vedrà malati e famiglie recarsi presso l'amministrazione degli Spedali Civili di Brescia per chiedere che le liste d'attesa - che conterebbero circa 150 malati - siano rese pubbliche e vengano sbloccate, con le date dei ricoveri fissate immediatamente.

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