quotidianosanità.it

stampa | chiudi


23 MARZO 2014
Esame del liquido seminale? Adesso c'è un apposito volume per gli operatori

Informazioni pratiche a chi prende in carico la coppia con problemi di fertilità nel primo momento. Il testo, curato da Silvia Voliani e Luigi Olivieri, è pubblicato dall'Associazione Andrologi Italiani ed è rivolto agli addetti al laboratorista che deve eseguire le analisi, ma anche l'andrologo, il ginecologo, l'urologo, il medico di famiglia e il farmacista

Per anni è mancato un vero e proprio manuale che raccogliesse informazioni utili sull'esame del liquido seminale. Curato dalla dottoressa Silvia Voliani e dal dottor Luigi Olivieri, laboratoristi dell'unità operativa di Andrologia di Pisa diretta dalla dottoressaMaria Antonella Bertozzi, è stato presentato venerdì 21 marzo presso i locali del "vecchio" ospedale Santa Chiara.
 
Un lavoro, unico nel rispettivo campo, con il quale si intendono fornire informazioni pratiche a chi prende in carico la coppia con problemi di fertilità nel primo momento: il laboratorista che deve eseguire le analisi, ma anche l'andrologo, il ginecologo, l'urologo, il medico di famiglia e il farmacista.
 
Il manuale è frutto del contributo di qualificati specialisti italiani: ciascun capitolo prende in esame un particolare aspetto dell'esecuzione dello spermiogramma e dei vari test seminali, integrando gli aspetti clinici e scientifici con suggerimenti, consigli pratici e indicazioni per una corretta interpretazione dei risultati. Il volume è completato da una sezione di iconografia seminale, con esempi e indicazioni utili per agevolare il laboratorista nella sua attività analitica.
 
“La necessità di un manuale deriva dal fatto che ancora oggi, purtroppo, questa analisi viene eseguita spesso da chi non ha una competenza specifica l'esame del liquido seminale – sostiene Voliani –. Essa è la più rilevante indagine di laboratorio rivolta al maschio di una coppia che abbia problemi di infertilità ma questa analisi viene spesso eseguita da chi non ha una competenza specifica e, quindi, in maniera non appropriata. Basti pensare che ancora oggi qualcuno usa ancora gli “indici di fertilità”, strumenti probabilistici matematici che sono stati ritenuti non congrui dalla comunità scientifica internazionale da più di trent’anni”.
 
“Molte delle problematiche dell'infertilità di coppia infatti sono conseguenza di patologie infiammatorie e di infezioni genito-urinarie – aggiunge Olivieri –, malattie in continuo aumento, che possono essere curate intervenendo tempestivamente. Le cause dell'infertilità sono sono da ricondurre per un buon 40% a un deficit della componente maschile, e per un altro 20% alla sovrapposizione di fattori maschili e femminili”.
 
Alla presentazione sono intervenuti il deputato Federico Gelli, il direttore sanitario dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana Fabrizio Gemmi, il direttore amministrativo Aoup Carlo Milli, il direttore del dipartimento Materno infantile Claudio Favre, Maria il direttore dell'unità operativa di Andrologia Maria Antonella Bertozzi e Aldo De Rose, presidente Associazione Andrologi Italiani.
 
Andrea Bianchi

© RIPRODUZIONE RISERVATA