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Martedì 25 NOVEMBRE 2014
Tumori. Ogni anno 87mila nuove diagnosi tra le donne. Oltre la metà alla mammella. Tutti i dati e i nuovi target assistenziali nel libro di Onda

L'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, con il supporto di Farmindustria, fornisce un monitoraggio sulle neoplasie e intende stimolare l'organizzazione di servizi di prevenzione e diagnosi sempre più incentrati sulla medicina di genere. Le neoplasie, dopo le malattie cardiovascolari, rappresentano la principale causa di morte femminile. IL VOLUME IN SINTESI

Dopo le malattie cardiovascolari, le neoplasie rappresentano la principale causa di morte femminile: sono responsabili ogni anno del decesso di 486 donne ogni 100.000 sopra i 75 anni e di 150 dai 55 ai 74 anni. In Italia si stimano circa 87.000 casi all’anno di tumori maligni su tutta la popolazione femminile in età 0-84 anni; di questi, oltre la metà riguarda la mammella (www.tumori.net, Banca dati 2013).

Proprio con l’obiettivo di tracciare una panoramica il più possibile completa e aggiornata del problema, O.N.Da - Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, grazie al supporto di Farmindustria, ha realizzato un volume di approfondimento dal titolo ‘Donne e tumori. Aspetti clinici, psicopatologici e terapeutico-assistenziali’. Il libro, edito da Franco Angeli e distribuito nelle librerie dell’editore, è stato presentato oggi a Roma in occasione della ‘Giornata internazionale contro la violenza sulle donne’.

“L’oncologia, considerando l’impatto clinico-epidemiologico e socio-economico dei tumori femminili, rappresenta senza dubbio una delle aree tematiche su cui l’Osservatorio è maggiormente impegnato ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da - In tale ambito i nostri sforzi si concentrano su quelli che riteniamo gli obiettivi fondamentali da raggiungere: coinvolgere le Istituzioni per la definizione d’interventi di programmazione sanitaria mirati a offrire omogeneamente sul territorio nazionale servizi clinico-diagnostici e terapeutico-assistenziali sicuri e di qualità; informare la popolazione, sensibilizzarla e aumentarne la consapevolezza, in particolare sugli aspetti che riguardano la prevenzione (quale unica ed efficace arma di difesa contro i tumori); migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi del SSN. L’auspicio è che il volume rappresenti uno strumento di sensibilizzazione e aggiornamento per gli operatori, clinici e non, coinvolti nella gestione della malattia oncologica, per le Istituzioni e per coloro che hanno responsabilità decisionali nel settore sanitario, con l’obiettivo di giungere alla pianificazione d’interventi mirati e all’organizzazione di servizi di prevenzione, diagnosi e cura sempre più a misura di donna”.

Il tema dei tumori femminili è stato trattato attraverso il coinvolgimento multidisciplinare di più specialisti. La prima parte del volume, dedicata agli aspetti clinici e diagnostico-terapeutici, ha analizzato le 3 principali neoplasie dell’universo donna (mammella, collo dell’utero e ovaio) e il carcinoma polmonare, evidenziando il preoccupante trend di crescita di quest’ultimo e di quello al seno. La seconda ha, invece, messo a fuoco i riflessi del cancro e delle sue terapie su femminilità, fertilità e sessualità; argomenti particolarmente delicati, dato l’aumento del numero di tumori che colpiscono giovani donne in età fertile e il progressivo innalzamento dell’età alla prima gravidanza.

“Lavorare con un approccio di genere è una delle strade da percorrere con più convinzione nel futuro – ha spiegato Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato – E’ infatti indispensabile rompere gli attuali stereotipi e costruire un’idea nuova di medicina. L’obiettivo deve essere quello di arrivare a confrontarsi con una persona, non con un semplice paziente. Per questo servono vere e proprie campagne di sensibilizzazione e di alfabetizzazione, perché ormai sono sempre più diffuse false informazioni, soprattutto sul web. Allo stesso tempo le imprese devono rinforzare il proprio ruolo in termini di responsabilità sociale e le istituzioni prestare maggiore attenzione a questioni come la medicina di genere, che non può restare relegata alla sfera riproduttiva”.

Esplorata anche la sfera dei disturbi emotivo-affettivi che possono colpire le pazienti oncologiche. La depressione, in particolare, si associa spesso a una peggiore qualità di vita, a una minore aderenza ai trattamenti e controlli oncologici e, quindi, a un decorso della patologia tumorale meno favorevole. Nella terza parte, il libro affronta il tema cruciale dell’accesso ai farmaci oncologici e del ruolo del Ssn nel supporto alle pazienti e alle loro famiglie, accanto all’importante contributo delle Associazioni. Nelle conclusioni, infine, vengono passate in rassegna le prospettive future della ricerca, che va nella direzione di una medicina sempre più “personalizzata”. Il volume è dedicato ad Ada Burrone e Mario Sideri, due figure che hanno dedicato la vita, seppur in ambiti differenti, all'oncologia e a cui O.N.Da rimarrà sempre legata.

“La depressione è una malattia sistemica che si instaura sia nella fase di diagnosi che in quella successiva – ha spiegato Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Neuroscienze al Fatebenefratelli di Milano – La presenza di una patologia psichica rappresenta quindi un fattore complicante e la depressione in comorbidità aumenta il rischio di morte per il cancro, oltre a generare disfunzioni sia in ambito lavorativo che a livello di qualità della vita. Nel complesso – ha ricordato – è emblematico il risultato di un’indagine realizzata da cui O.N.Da nel 2010: le donne temono più la depressione del tumore al seno”.
 
“Sconfiggere le malattie e migliorare la qualità della vita, offrendo soluzioni sempre più efficaci. È questa la mission dell’industria farmaceutica – ha ragionato Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria - Finora, grazie anche alle imprese del farmaco, sono stati ottenuti risultati incoraggianti pure nel campo delle patologie tumorali femminili. Anche se la strada è ancora lunga e difficile, ad oggi è cresciuta l’aspettativa di vita di tanti pazienti. Ad aumentarla ancora possono contribuire i nuovi medicinali immuno-oncologici, ormai in fase avanzata di sperimentazione clinica, che una volta autorizzati ed entrati in commercio potrebbero aprire innovativi scenari di cura. E per raggiungere ulteriori traguardi occorre ampliare il network pubblico-privato nella ricerca, favorendo gli investimenti delle aziende, attraverso la stabilità del quadro normativo e la semplificazione burocratica. È necessario assicurare ai farmaci un accesso più rapido e uniforme, per non assistere a una ‘tragica lotteria della nascita’, che vede agevolati coloro che nascono in alcune regioni. L’industria farmaceutica è pronta ad affrontare le nuove sfide della Ricerca, promuovendo la medicina di genere, correttamente intesa. L’importanza che le donne hanno per il nostro settore è facilmente dimostrabile: costituiscono il 44% degli addetti e il 53% dei ricercatori. Per il futuro sarà importante offrire cure all’avanguardia, che ormai sono sempre più personalizzate e biotecnologiche”.
 

 

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