quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Venerdì 16 OTTOBRE 2015
Stabilità. Cecconi (Cgil): “Quando una bugia è talmente grossa che diventa persino imbarazzante smentirla”

Renzi ha parlato di un aumento delle risorse per la sanità. La verità è che invece dal “Fondo Sanitario Bancomat” in soli due anni sono stati prelevati ben 6,704 miliardi, come è ben evidente dalle norme approvate dal 2014 ad oggi

Renzi, presentando la Legge di Stabilità 2016, dichiara ”più soldi” al Fondo Sanità (FSN). Non è vero, se stiamo alle Leggi approvate dal Parlamento su proposta del Governo.
Infatti la Legge 125 del 2015 (articolo 9 septies) così ha stabilito : “il livello del finanziamento del Servizio sanitario … è ridotto dell’importo di 2,352 milioni di euro a decorrere dal 2015”.
 
Con questi tagli il FSN diventa di 109,7 mld nel 2015 (anziché 112 mld) e di 113,1 mld nel 2016 (anziché 115,4 mld).
Se nel 2016 il FSN, come dice Renzi, va a 111 miliardi vuol dire che ci sarà un ulteriore taglio, questa volta di 2 miliardi (totale tagli FSN vedi tabella)
 

 
La verità è che al “Fondo Sanitario Bancomat”  sia nel 2015 che nel 2016 vengono prelevati soldi:
 
· nel 2015 prelievo di 2,352 miliardi
· nel 2016 prelievo di 2,352 miliardi e nuovo prelievo di 2 miliardi
 
 
In totale sono prelevati dal Fondo Sanitario Bancomat  6,704 miliardi, registrati nelle leggi di stabilità e nel DEF come “saldo netto da finanziare”. Vuol dire che questi soldi - che dovevano servire per la cura e la salute delle persone - sono usati per altri scopi.
 
Con il Governo Renzi continua la stagione dei tagli alla sanità, come scrive ufficialmente la Corte dei Conti nel Rapporto di finanza pubblica 2015, indicando a quanto ammontano i tagli cumulati sul Fondo Sanitario Nazionale in forza delle manovre 2009-2015 (qui proiettati al 2016 applicando la proposta di Renzi del FSN a 111 mld).
 
Grafico: elaborazione dati Corte dei Conti tabella 5 rapporto finanza pubblica 2015


Stefano Cecconi
Responsabile Politiche della Salute,
Non Autosufficienza, Terzo Settore, Dipendenze della Cgil

© RIPRODUZIONE RISERVATA