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Martedì 29 MARZO 2016
Medicina convenzionata. Testa (Snami): “Bene Sisac su attenzione a specificità territoriali”

Il sindacato autonomo dei medici attende, per un commento definitivo, la conclusione dell'iter dell'approvazione dell’Atto ma evidenzia “saremo seduti in trattativa”. E ancora “dove non basterà l’h 16 che vuole lo Stato, andranno trovate altre soluzioni. Lo Snami si batterà per questo e perché nessuno perda il posto di lavoro, perché i medici a quota oraria lavorino tutti a 38 ore”

Lo Snami attende, per un commento definitivo, la conclusione dell’iter dell’approvazione, da parte del Comitato di Settore, della bozza dell’atto di indirizzo della Medicina Convenzionata, appena resa pubblica e approvata dalla commissione salute delle regioni.
 
"La nostra posizione - dichiara Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami - è che, fermo restando che la Legge Balduzzi da cui nasce questa "rivoluzione in Sanità" non ci piace per niente e non l’abbiamo voluta noi, saremo seduti in trattativa a discutere il nostro futuro. Porteremo avanti  i nostri principi per la costruzione di un’assistenza territoriale che parta da un’attenta valutazione di ciò che nel territorio italiano al momento esiste e ben funziona e da ciò che invece ha necessità di essere anche radicalmente rimodulato".
 
"Erroneamente - prosegue il presidente Snami - nel passato la parte pubblica ha sostenuto e applicato in forma rigida  forme di assistenza sanitaria che magari funzionavano egregiamente da una parte e palesemente male da un’altra e quindi poco funzionali. Per ciò come Snami abbiamo più volte segnalato l’esigenza di una medicina rurale differente dalla Medicina da erogarsi in una grande città, così come l’influenza negativa della scarsa viabilità e le particolarità delle piccole  comunità avessero necessità di un’assistenza sanitaria modulata differentemente, anche tenendo conto delle distanze e dei tempi di percorrenza dalle strutture ospedaliere".
 
 "La Sardegna non è la Liguria e il Lazio è un’altra cosa rispetto al Trentino - afferma Domenico Salvago, vicepresidente nazionale Snami -, così come ciò che oggi appare applicabile sulla carta potrebbe non funzionare nella pratica di tutti i giorni. Di conseguenza ciò che ha sostenuto Vincenzo Pomo, nuovo coordinatore della Sisac, "nulla impedisce soluzioni alternative" rispecchia quanto sosteniamo".
 
"Dove non basterà l’h 16 - proseguono dallo Snami in una nota - che vuole lo Stato, andranno trovate altre soluzioni. Lo Snami si batterà per questo e perché nessuno perda il posto di lavoro, perché i medici a quota oraria lavorino tutti a 38 ore, perché in qualsiasi forma aggregativa sia garantita la rappresentatività democratica dei medici con libere elezioni e non con indicazioni forzose da parte delle Asl, perché varie forme di assistenza siano "plasmabili" a seconda delle caratteristiche dei territori e delle comunità anche con il potenziamento del 118. Percorsi sperimentali, graduali e reversibili".
 
Lorenzo Proia

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