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Sabato 05 NOVEMBRE 2016
Laboratori di analisi. Aspat: “Aggregazioni necessarie per la qualità delle prestazioni”

Per il presidente Polizzi è “processo ineludibile come confermato da una recente pronuncia del Tar. A fronte della notevole riduzione operata al vigente tariffario delle prestazioni tali aggregazioni consentono la sopravvivenza delle strutture ed il mantenimento di posti di lavoro”.

“La riorganizzazione della rete dei laboratori è a nostro avviso un processo ineludibile dell’accorpamento delle attività produttive già determinatesi in molti altri settori economici come del resto confermato da un recente pronuncia del Tar Campania”. Così Pier Paolo Polizzi, presidente di Aspat Campania, tra le maggiori associazioni di categoria del settore.
 
“L’aggregazione deve essere vista come un’opportunità di razionalizzazione delle risorse – aggiunge Polizzi - che, attraverso il ricorso all’economia di scala, produce quella diminuzione dei costi. A fronte della notevole riduzione operata al vigente tariffario delle prestazioni tali aggregazioni consentono la sopravvivenza delle strutture ed il mantenimento di posti di lavoro che i piccoli laboratori che altrimenti non potrebbero garantire visto i requisiti loro imposti dalle norme sull’accreditamento. L’aggregazione delle strutture consente, inoltre, anche un miglioramento tecnologico e qualitativo delle prestazioni, che strutture fatiscenti e con apparecchiature obsolete non sarebbero in grado di ottenere”.
 
Da ultimo – spiega l’Aspat - la tanto pubblicizzata “rete contratto” come forma di aggregazione è un evidente anacronismo giuridico in quanto  la soglia minima di efficienza (70 mila prestazioni annue) è un requisito tecnico non amministrativo e mancherebbe l’elemento fondante ossia l’accorpamento della fase analitica in un laboratorio centralizzato”.
 

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