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Venerdì 13 GENNAIO 2017
Foggia. Gatta (Fi): “Ancora tagli, ora Emiliano faccia chiarezza”

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha presentato una interrogazione al governatore Emiliano sugli ospedali di Cerignola, Manfredonia e San Severo: “Chiedo lumi sul futuro dei nosocomi in un quadro ancora di incertezze per il Piano di Riordino”. Piano da cui “non emerge alcuna soluzione alle criticità che affliggono i tre presidi sanitari, che invece ne escono con ulteriori tagli”.

“Progressivo depauperamento di strutture sanitarie essenziali per il territorio di Capitanata. Verte sugli ospedali di Cerignola, Manfredonia e San Severo l'interrogazione che ho depositato diretta all'assessore-presidente Emiliano, con cui chiedo lumi sul futuro dei nosocomi in un quadro ancora di incertezze per il Piano di Riordino”. Ad annunciarlo, in una nota, Giandiego Gatta (Fi), vicepresidente del Consiglio regionale.

Per Gatta dal Piano “non emerge alcuna soluzione alle criticità che affliggono i tre presidi sanitari, che invece ne escono con ulteriori tagli, i quali si aggiungono a quelli operati già negli anni precedenti. Inoltre, balza evidentemente all'occhio la costante penalizzazione dei servizi in Capitanata, specie per quanto attiene all'ospedale di base. C'è da capire, infatti, in che modo e se la Giunta pugliese intenda consentire alle strutture in questione (Manfredonia) di mantenere in vita le Unità Operative e se siano previsti ulteriori ridimensionamenti (in tal caso, pleonastico dirlo, ci aspettiamo precisazioni dal governo sulle ragioni sottese alle scelte). Infine, c'è il nodo del personale: da anni a questa parte, la sanità foggiana sconta una carenza ormai atavica di unità negli organici”.

“Vogliamo sapere se si consentirà, a tal proposito, l'espletamento dei concorsi già banditi e non ancora espletati e la sostituzione del personale assente per vari motivi. Perché è ovvio -conclude Gatta- che se non si procederà in tale direzione, sarà impossibile rendere operativi reparti già in sofferenza e si potrebbe incorrere certamente in altri gravi disservizi, a spese della collettività”.

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