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Martedì 30 MAGGIO 2017
Tumori pediatrici in Campania. M5S: “I dati del Rapporto non convincono”

“Qualcosa significherà se la comparsa di casi di tumori infantili in età pediatrica non dipendenti da cattivi stili di vita, è cresciuta in Campania ad un ritmo molto maggiore che per l’intera Italia”, afferma la consigliera Muscarà che contesta l'assenza, nel team di studio che ha realizzato il Rapporto, di istituti come l’Isde Medici pe l’Ambiente. “Chiediamo un confronto scientifico che comprenda attori e comunità scientifiche non allineate”.

“Non ci convincono i dati ufficiali dei registri tumori pediatrici diffusi, qualche giorno fa, con enfasi dal Presidente Vincenzo De Luca. Studiosi e importanti istituti di ricerca approfondendo il rapporto prodotto dalla Regione Campania non nascondono perplessità e qualche dubbio. Ciò che colpisce e inquieta è il non coinvolgimento nel Team di studio epidemiologico ha effettuato lo studio di istituti come ISDE Campania Medici per l’ambiente”. Lo denuncia, in una nota, Maria Muscarà, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che ritorna sulla polemica dei dati presentati dalla Giunta De Luca e volti, secondo i 5 Stelle, “a una nuova narrazione sulla ‘Terra dei Fuochi’”.

“Chiediamo un confronto scientifico inclusivo - afferma Muscarà - nel Team di studio epidemiologico devono essere compresi anche scienziati, ricercatori, medici e istituti che in questi ultimi anni, hanno seguito numerosi casi di patologia oncologica”. “Qualcosa significherà se la comparsa di casi di tumori infantili in età pediatrica - aggiunge - evidentemente non dipendenti da cattivi stili di vita, è cresciuta in Campania ad un ritmo molto maggiore che per l’intera Italia”. “I problemi tragici restano sul tappeto - accusa la consigliera regionale - le bonifiche dei siti inquinati sono ferme al palo e più che altro si continua a non avere una corretta e tracciata gestione dei rifiuti speciali, industriali e tossici specialmente in Terra dei Fuochi come indicano i dati ISPRA”.

“Registriamo la pubblicazione e la certificazione dello studio da parte della Regione Campania – conclude Muscarà – ma chiediamo un serrato confronto scientifico che comprenda nel Team di studio epidemiologico anche altri attori e comunità scientifiche non allineate”.

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