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Lunedì 04 SETTEMBRE 2017
Tumore alla prostata. Deprivazione androgenica  associata a insufficienza  cardiaca

Negli uomini con cancro della prostata localizzato e senza  petologie cardiovascolari pregresse, la terapia  androgenica potrebbe aumentare il rischio di insufficienza cardiaca. Nello studio condotto da ricercatori  del Kaiser Permanente Southern California questo rischio si è attestato a oltre il 20%

(Reuters Health) – La terapia di deprivazione androgenica sarebbe associata a un aumento del rischio di  insufficienza cardiaca negli uomini con tumore della prostata localizzato che non hanno mai manifestato  patologie cardiovascolari. A ipotizzarlo è uno studio prospettico coordinato da Reina Haque, del Kaiser  Permanente Southern  California. La ricerca è stata pubblicata dal British Journal of Cancer. Anche se è  raccomandata principalmente nel trattamento del cancro della prostata in fase avanzata, la terapia di  deprivazione androgenica è  sempre più utilizzata nel trattamento del tumore della prostata localizzato. La  carenza di androgeni è stata collegata al rischio di malattie cardiovascolari, ma le evidenze sono ancora  dubbie. Per questo, Haque e colleghi hanno valutato questa associazione in 7.637 uomini con cancro della  prostata localizzato,  inizialmente in sorveglianza  attiva, di cui 2.170, pari al 28%, trattati con deprivazione androgenica per  un periodo medio di 3,4 anni.

Le evidenze
Complessivamente, 2.061  uomini hanno avuto eventi  cardiovascolari: 65,9 eventi  ogni mille persone l’anno,  con un tempo medio da quando avveniva l’evento di 3,2 anni. Dopo aver aggiustato i dati per altre variabili, i ricercatori americani hanno visto che gli uomini trattati con deprivazione androgenica  avevano il 27% di probabilità in più degli uomini non trattati di andare incontro a insufficienza cardiaca, anche se questa associazione era  limitata agli uomini senza  malattie cardiovascolari preesistenti. Mentre tra  coloro che avevano una  pregressa malattia cardiovascolare e si sottoponevano a terapia di deprivazione androgenica, c’era una probabilità del 44% superiore di andare incontro ad aritmie e 3,1 volte in più di probabilità di sviluppare  problemi a livello della conduzione cardiaca. Invece, non sarebbe stato registrato  alcun aumento del rischio di malattia ischemica o ictus.

“Questi risultati consentono  agli uomini con cancro della prostata localizzato di prendere in considerazione gli effetti positivi e negativi della terapia di  deprivazione androgenica e discuterne con i loro medici”, spiega Haque. “Se dovessero decidere per questa terapia  dovrebbero regolare il loro stile di vita per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e fare controlli regolari per identificare eventuali segni  subclinici, monitorando i fattori di rischio della malattia cardiovascolare”.  Secondo Ken-ichi Takayama del  Tokyo Metropolitan Institute of Gerontology e dell’Università di Tokyo, “la carenza di androgeni nei  pazienti anziani porta a problemi metabolici, perdita della massa muscolare o declino della funzionalità  cognitiva”. “Penso che i medici dovrebbero concentrarsi di più sull’associazione tra il livello di ormoni androgeni e le malattie legate all’età,  incluse le patologie cardiovascolari”, ha concluso l’esperto.

Fonte: British Journal of Cancer

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano  Sanità/ Popular Science)

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