quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Martedì 31 LUGLIO 2018
Ticket. Mozione in Consiglio regionale per abolizione

Presentata da Sì-Toscana a Sinistra, andrà in discussione domani in Aula e punta ad eliminare il ticket sulla digitalizzazione, a rimodulare le fasce di reddito dei superticket come già deciso dall’Emilia Romagna, ad impegnare la Regione Toscana a livello nazionale per l’abolizione di ogni ticket sanitario “fonte di ingiustizie, abbandono delle cure e passaggio al privato”.

Approderà domani all’Aula del Consiglio Regionale della Toscana la mozione di Sì-Toscana a Sinistra contro il ticket. Tre, in particolare, i punti sollevati dalla mozione: - eliminare il contributo sulla digitalizzazione; rimodulare le fasce di reddito dei superticket su farmaci e prestazioni specialistiche abolendo quelle intermedie (come già deciso dall’Emilia Romagna); impegnare la Regione Toscana a livello nazionale per l’abolizione di ogni ticket sanitario fonte di ingiustizie, abbandono delle cure e passaggio al privato.

“Il regime dei ticket è un fiasco totale - commentano i consiglieri di Sì Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori - e lo dimostrano i dati elaborati dalla Corte dei Conti: le entrate per lo Stato dai ticket sono in caduta libera (l’inserimento dei superticket  ha volute dire per le Regione incassare meno della metà!). Gli italiani, toscani compresi, si rivolgono sempre più al privato risultando alcune prestazione decisamente meno care e soprattutto più velocemente accessibili. Oltretutto si tratta di una vera e propria tassa iniqua sulla salute: i cittadini già contribuiscono con la fiscalità generale al sistema pubblico ed è ingiusto che quando ci si ammala si debba anche pagare di più!”.

“Chiediamo da subito l’abolizione del ticket sulla digitalizzazione e di intervenire con urgenza per rimodulare i ticket sulle fasce di reddito. Per una Regione non è possibile abolire il cosiddétto superticket - aggiungono Sarti e Fattori - ma la Toscana potrebbe allargare la platea degli esenti ISEE come fatto dall’Emilia Romagna (prevedendo la quota aggiuntiva solo per i redditi sopra a 100mila euro annui). E non è vero, come affermano alcuni, che uscire dai superticket costerebbe alle finanze pubbliche, è esattamente il contrario: senza questo balzello aggiuntivo aumenterebbe il ricorso ai servizi pubblico invece che al privato, i soldi provenienti dai ticket rientrerebbero nelle casse della Regione. Sarebbe un vero e proprio  investimento”.

“I ticket erano stati pensati per scoraggiare il fenomeno dell’abuso di prestazioni, ma questo problema lo si affronta su un altro versante: vigilando e contrapponendo al consumismo diagnostico l’appropriatezza prescrittiva” terminano i Consiglieri di Sì Toscana a Sinistra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA