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Lunedì 03 DICEMBRE 2018
Ospedale Infantile di Alessandria. Salvo bimbo di due anni che beve soda caustica

Tutti i tentativi di preservare l’esofago del piccolo sono stati vani e a settembre si è deciso di procedere alla sua rimozione sostituendolo con un segmento di colon. Un intervento molto complesso, realizzato grazie a una innovativa tecnologia robotica. Oggi, a poco più di due mesi dalla procedura, dopo oltre sei mesi di ricovero, il piccolo mangia come un bambino normale ed è stato dimesso.

Pensate ad un bimbo di meno di due anni. Alla delicatezza del suo corpo e dei suoi organi interni. A cosa possa significare l’ingestione involontaria di soda caustica su un corpicino così piccolo: gli avvelenamenti con sostanze corrosive possono causare gravi danni chimici al tratto gastrointestinale superiore, la sede più comune è l’esofago.

Circa sei mesi fa, all’Infantile dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, è stato ricoverato un bimbo che si è presentato agli operatori in condizioni critiche, conseguenza dell’ingestione di detergente a base di soda caustica che ha determinato la formazione di una lunga stenosi esofagea: è stato preso in carico dalla Azienda grazie alla collaborazione di un numero davvero elevato di professionisti, che hanno dato il loro contributo per riuscire a risolvere le gravissime conseguenze dell’ingestione. Anestesisti, chirurghi, endoscopisti, pediatri, gastroenterologi, nutrizionisti, dietiste, psicologhe, neuropsichiatri, assistenti sociali, infermiere pediatriche e professionali, oss e volontari ospedalieri sono stati coinvolti in questo complesso percorso assistenziale.

“Dal punto di vista clinico, infatti – spiega l’Ao in una nota - è necessaria una rapida identificazione e trattamento delle perforazioni esofagee, ma non esistono linee guida per una gestione efficace”.

Purtroppo tutti i tentativi di preservare l’esofago del piccolo sono stati vani ed a settembre si è deciso di procedere alla rimozione dell’esofago corroso dai caustici ed alla sua sostituzione con un segmento di colon. “Un intervento molto complesso, una metodica, quella della ricostruzione dell’esofago con il colon, utilizzata in queste occasioni. In questo caso, la difficoltà era data dalla gracilità del bambino, dalla sua età, dal peso e dal fatto che si è deciso di operare con approccio robotico, pertanto in modo assolutamente innovativo rispetto allo standard”.

Presso la sala operatoria 4 del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale Civile si sono alternate e sovrapposte per nove ore di intervento tre equipe chirurgiche: Otorinolaringoiatri, per l’isolamento dell’esofago cervicale; Cardiochirurgo e Chirurgo Toracico per l’isolamento dell’esofago mediastinico superiore; i Chirurghi pediatri per l’isolamento robotico transiatale dell’esofago medio-distale e per la trasposizione del colon trasverso per via mediastinica posteriore.
 
Tre equipe che hanno condiviso una procedura altamente tecnologica ed innovativa: “La prima esofagectomia transiatale ed esofagocolonplastica mediastinica posteriore con approccio robotico mai riportata in campo pediatrico. Tale procedura – spiega la Asl -, portata a termine con successo, è stata resa possibile dall’entusiasmo ed affiatamento dei professionisti coinvolti ma anche e soprattutto da un personale infermieristico che si è contraddistinto per professionalità, preparazione e dedizione”.

Oggi, a poco più di due mesi dalla procedura, dopo oltre sei mesi di ricovero, il piccolo mangia come un bambino normale “pur con tutte le paure, comprensibili, di chi ha vissuto un evento così traumatico”.

Alessio Pini Prato, direttore della Chirurgia Pediatrica, esprime la propria soddisfazione: “Il piccolo Paolo è stato dimesso e può finalmente re iniziare a vivere una vita “normale". La sua storia rappresenta in tutto e per tutto l’esempio virtuoso di un sistema sanitario nazionale che se vuole, riesce a mettere in campo eccellenze uniche”.

ll direttore generale Giacomo Centini aggiunge: “La collaborazione, la multidisciplinarietà e la passione dimostrate da tutti gli operatori in quest’occasione hanno dimostrato le potenzialità enormi dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, la profonda umanità verso il paziente, la tensione verso l’innovazione. Tutti elementi di eccellenza, che abbiamo inserito proprio nel nostro piano strategico, ma anche di attenzione al paziente, all’innovazione, che ci permettono di precedere nel cammino virtuoso che vorremmo  continuare in futuro”.

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