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Venerdì 29 MARZO 2019
Presidio sanitario Valle del Belbo. Saitta: “Nel 2020 sarà pronto”

La progettazione dell'opera è stata riavviata nei giorni scorsi e richiederà circa 150 giorni per il completamento a livello esecutivo. I lavori riprenderanno quindi per la fine di agosto. Saitta: “Grazie al lavoro fatto in questi anni dalla Giunta Chiamparino e dall'Asl, che ha stanziato oltre 28 milioni di euro, siamo riusciti a riprendere in mano un progetto che la precedente amministrazione aveva bloccato”.

È ripartita la procedura per terminare il presidio sanitario della Valle Belbo. La progettazione dell'opera è stata riavviata nei giorni scorsi e richiederà circa 150 giorni per il completamento a livello esecutivo. I lavori riprenderanno quindi per la fine di agosto e la struttura sarà pronta nella primavera del 2022. A darne notizia una nota dell’assessorato alla Sanità.

“Si tratta di un risultato estremamente importante per tutto il territorio astigiano - commenta l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che oggi pomeriggio è intervenuto all'assemblea dei sindaci dell'Asl di Asti insieme ai vertici dell'azienda sanitaria -. Grazie al lavoro fatto in questi anni dalla Giunta Chiamparino e dall'Asl, che ha stanziato oltre 28 milioni di euro, siamo riusciti a riprendere in mano un progetto che la precedente amministrazione aveva bloccato, revocando i finanziamenti. Ora non si può più tornare indietro, il presidio della Valle Belbo sarà completato”.

“È l'ulteriore dimostrazione della volontà di investire sulla sanità astigiana da parte di questa Giunta regionale, cosa che continueremo a fare anche sullo stesso presidio della Valle Belbo, ad esempio con la dotazione di un mammografo - aggiunge l'assessore Saitta -. Ci sono delle criticità di cui ci stiamo occupando, ma occorre sempre ricordare come l'Astigiano nel suo complesso abbia una sanità di ottimo livello e come l'ospedale di Asti sia una struttura all'avanguardia e con personale di grande professionalità. Parlarne male solo per finalità legate alla contesa elettorale non è certo nell'interesse dei pazienti ma serve unicamente a gettare discredito sul servizio sanitario”.

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