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Mercoledì 08 MAGGIO 2019
Biossido di carbonio. Eurostat: Nel 2018 -2,5% emissioni in Europa. Bene l’Italia con -3,5%

I dati contenuti nell’ultimo aggiornamento dell’Ufficio di statistica europeo. Diminuzione più elevata registrata in Portogallo (-9%), seguito da Bulgaria (-8,1%) e Irlanda (-6,8%). Male invece Lettonia (+ 8,5%), Malta (+ 6,7%) ed Estonia (+ 4,5%).

Eurostat stima che nel 2018 le emissioni di biossido di carbonio (CO2) dovute alla combustione di combustibili fossili siano diminuite significativamente del 2,5% nell'Unione europea (UE), rispetto all'anno precedente. “Le emissioni di CO2 – ricorda Eurostat - sono un importante contributo al riscaldamento globale e rappresentano circa l'80% di tutte le emissioni di gas serra dell'UE. Sono influenzati da fattori come le condizioni climatiche, la crescita economica, le dimensioni della popolazione, i trasporti e le attività industriali”.
 
“Va inoltre notato – precisa Eurostat - che le importazioni e le esportazioni di prodotti energetici hanno un impatto sulle emissioni di CO2 nel paese in cui vengono bruciati i combustibili fossili: ad esempio se il carbone viene importato, ciò comporta un aumento delle emissioni, mentre se l'elettricità viene importata, non ha alcun effetto diretto sulle emissioni nel paese importatore, poiché queste sarebbero segnalate in il paese esportatore in cui è prodotto”.
 
Secondo le stime di Eurostat, le emissioni di CO2 sono diminuite nel 2018 nella maggior parte degli Stati membri dell'UE, con la più elevata diminuzione registrata in Portogallo (-9,0%), seguito da Bulgaria (-8,1%), Irlanda (-6,8%), Germania (-5,4%), Paesi Bassi (-4,6%) e Croazia (-4,3%). Sono stati registrati aumenti in otto Stati membri: Lettonia (+ 8,5%), avanti a Malta (+ 6,7%), Estonia (+ 4,5%), Lussemburgo (+ 3,7%), Polonia (+ 3,5%), Slovacchia (+ 2,4%), Finlandia (+ 1,9%) e Lituania (+ 0,6%).
 

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