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Lunedì 20 GENNAIO 2020
Formazione medica. Ecco le nuove proposte PD

Programmazione dei numeri di accesso al corso di laurea secondo una necessità di salute, e non di arginamento. Spostare gli esami nei primi cinque anni del corso di studi e sfruttare l’intero sesto anno per il tirocinio abilitante. Tutele per maternità e paternità degli specializzandi. Revisione dei criteri di accesso e rivalutazione della retribuzione per i dottorandi. Omogeneizzare il core curriculum per la medicina generale. Queste alcune delle proposte emerse dal 1° Laboratorio di Idee sulla Formazione Medica del PD.

Rivedere il percorso formativo medico nel suo complesso, dall’orientamento fino ad arrivare alle prospettive post specializzazione. Questo il proposito emerso lo scorso 11 gennaio, dal 1° Laboratorio di Idee sulla Formazione Medica del Partito Democratico tenutosi presso il circolo San Bartolo a Cintoia (Firenze). Una discussione che ha visto coinvolte anche associazioni, istituzioni e sindacati di settore.
 
Per il PD erano presenti il Responsabile Nazionale della Formazione Medico-Sanitaria, Stefano Manai; il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa; il Capodelegazione PD all’Europarlamento, Brando Benifei; il Capogruppo in Commissione Sanità, Paola Boldrini; il Capogruppo in Commissione Affari Sociali, Elena Carnevali; il Capogruppo in Commissione Istruzione, Vanna Iori; il Capogruppo in Commissione Cultura, Flavia Nardelli; la componente della Commissione Cultura Rosa Maria Di Giorgi; la componente della Commissione Cultura, Lucia Ciampi; la Responsabile Welfare, Maria Luisa Gnecchi; la componente della Commissione Bilancio, Beatrice Lorenzin; il componente della Commissione Affari Sociali, Paolo Siani; la Responsabile Scuola, Camilla Sgambato; il vice coordinatore forum sanità GD, Giovanni Romualdi.
 
Le proposte che sono emerse, vanno a ricalcare tutto quello che è il percorso formativo del medico: da una revisione del test d'ingresso ad un nuovo percorso di specializzazioni, da una programmazione dei numeri di accesso al corso di laurea secondo una necessità di salute, e non di arginamento, alla possibilità di spostare  gli esami nei primi cinque anni del corso di studi e sfruttare l’intero sesto anno per il tirocinio abilitante. E ancora, dalle tutele di maternità e paternità per gli specializzandi, ad una revisione dei criteri di accesso e rivalutazione della retribuzione per i dottorandi, fino ad una omogeneizzazione del core curriculum per la medicina generale.
 
Di seguito le proposte emerse:
 
1) Orientamento:
1.1 non deve essere relegato ad un momento finale nel percorso di studi di scuola superiore, ma deve essere integrato nel percorso formativo fin dal III-IV anno, attraverso l’introduzione di ore obbligatorie e crediti specifici;
1.2 possibilità di stage nel progetto di alternanza scuola-lavoro per l’ultimo anno scolastico, attraverso attività in ambito ospedaliero;
1.3 piattaforma online in collaborazione con tutti gli atenei con la descrizione dell’offerta formativa; 1.4 sono strumenti complementari ed utili per l’orientamento i test psicoattitudinali e corsi universitari propedeutici.

2) Test di ingresso:
2.1 valutazione dell’attuale modalità di selezione prevista alla facoltà di accesso a medicina, finalizzata nel garantire nel post laurea un numero sufficiente di borse di specializzazione, con una programmazione dei numeri di accesso al corso di laurea secondo una necessità di salute, e non di arginamento;
2.2 bibliografia nota per il test di accesso (finché la modalità rimarrà tale);
2.3 possibilità di preparazione al test di accesso tramite una piattaforma unica che possa fornire a tutti gli stessi strumenti, superando così le barrire non solo geografiche ma anche economiche;
2.4 potenziare nell’attuale test i quesiti di logica e depotenziare la cultura generale.

3)CDL di Medicina:
3.1 Iniziare ad inserire lo studio dell’intelligenza artificiale già all’interno del corso di laurea;
3.2 elaborare per il progetto Erasamus un preciso circuito di raccolta dati e di feedback, al ritorno dello studente, al fine di rafforzare i rapporti anche di ricerca tra le università europee e le esperienze successive; 3.3 omogeneizzare tutti i SSD tra tutti gli atenei del territorio nazionale;
3.4 spostare gli esami nei primi cinque anni del corso di studi e sfruttare l’intero sesto anno per il tirocinio abilitante e alla fine di ogni tirocinio ci deve essere una valutazione di tipo pratico, che attesti che lo studente sia in grado di affrontare basilari situazioni cliniche;
3.5 lo studente si abilita nello stesso giorno in cui si laurea.

4) Percorso specializzazioni:
4.1 individuazione dei tutor per specifiche competenze, garantendogli un riconoscimento economico e di carriera;
4.2 reclutamento docenti anche in funzione dell’attività di tutoraggio;
4.3 DDL Calabria contenzioso tra università e aziende, impegnarsi per garantire maggiori tutele ed un percorso formativo che non perda di qualità;
4.4 recupero fondi borse perse;
4.5 attivazione a breve termine dell’Osservatorio della Formazione Medica Specialistica;
4.6 elezione diretta dei rappresentanti medici in formazione nell’Osservatorio della Formazione Medica Specialistica;
4.7 pubblicare elenco delle scuole di specializzazione accreditate.

5) Medicina Generale:
5.1 omogeneizzare il core curriculum che deve diventare unico a livello nazionale; 5.2 omogeneizzare la durata del corso a quella delle altre scuole;
5.3 farle diventare scuole di specializzazione;
5.4 garantire un trattamento economico alla pari delle altre scuole;
5.5 individuazione SSD per medici di medicina generale;
5.6 integrazione con territorio tra sanità universitaria e territoriale.

6) Tutele nel contratto di formazione e test di specializzazione:
6.1 rispetto delle ore settimanali di lavoro;
6.2 tutele per maternità e paternità;
6.3 uniformare tasse universitarie per le specializzazioni anche in rapporto al reddito, ponendo un tetto massimo in scala nazionale;
6.4 assegnazione posti riservati in funzione della disabilità e di malattie invalidanti.

7) Dottorati di ricerca:
7.1 maggiore valorizzazione;
7.2 revisione dei criteri di accesso; 7.3 rivalutazione della retribuzione.
 

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