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Martedì 24 NOVEMBRE 2020
La “neo dominanza” infermieristica



Gentile direttore,
all’interno della polemica indotta dalla Legge di Bilancio 2021, con gli articoli 73 (indennità di esclusività dei medici) e 74 (nuova retribuzione degli infermieri del SSN), sembra stia diventando un leitmotiv, che sussista una qualche reale differenziazione tra le professioni sanitarie alla base di queste scelte politiche, ma attenzione: non stiamo più parlando della classica contrapposizione tra medici e non medici; ora sembra che a prendere forti posizioni siano gli infermieri, che vorrebbero creare una «situazione di fatto diversa, in analogia con quella della dirigenza», avendo «chiesto da tempo ormai un’area infermieristica separata di cui l’indennità è la prima pietra», sulla base di una «attività completa, complessa e diversa»…
 
Ebbene, sul “completa” è pure troppo facile obiettare: tale completezza non è forse il risultato della complementarietà delle azioni con gli altri professionisti? Citando nurse24: «Un aspetto che sembra essere essenziale per la piena realizzazione di questo tipo di organizzazioni, capaci di soddisfare i bisogni quotidiani ed i diritti fondamentali del paziente, è che è alla base di ogni buona struttura sanitaria vi sia la presenza di una équipe professionale e multidisciplinare che come unico scopo ha il completo benessere del malato … Ci sono professionisti della salute che credono di avere il primato e l’unicità della cura. Questo modello oramai antico è stato sorpassato da nuovi concetti di “Patient Centered”. »
Sulla “complessità” varrebbe analoga considerazione …
Sulla “diversa” sorge una profonda inquietudine: cosa si intenderebbe per “diverso”? è forse un modo equivoco per sdoganare, tramite una ripetizione ossessiva, il marcare presunte distanze di “ruolo” (proprio come nella migliore tradizione medica) ? … perché c’è già chi inizia a congetturare con un certo convincimento che «le varie professioni sanitarie sono “diverse”, sia in studi che in responsabilità … ecco la differenza di retribuzione», o che «Il tutto a tutti non è più di questi tempi perché a reggere l'onda NON siamo tutti nella stessa posizione …».
 
Sembra quasi essere anestetizzati - non a base di farmaci - ma con un linguaggio che assurge ad impraticabili ovvietà, forse calcolatamente cavalcando la scia emotiva determinata dalla pandemia, che ha osannato in modo generico e disavveduto (complice un pressapochismo giornalistico che fa del sacrificio del contenuto alla sintesi un metodo) soltanto medici ed infermieri, fraseologia che, alla lunga, voglia convincere anche il più strutturato e riottoso degli ascoltatori (politici inclusi), che forse non ha la capacità di obiettare che, proprio in virtù di quanto su detto, la asserzione «modello di assistenza che nel mondo è proprio all’assistenza degli infermieri» oltre ad essere un mero furto intellettuale, costituisca la più classica delle fake news … senza contare la ingenerata discriminazione intra-professionale, per i professionisti che operino nella sanità privata: forse anche la loro opera professionale non è “diversa”?
 
Ma la verità è forse una sola e molto più intuitiva: gli infermieri vogliono fare la voce grossa non basandosi su peraltro inesistenti, «peculiarità formative e professionali» ma soltanto perché possono far leva sul loro numero: 332.182 infermieri professionali nel 2017, il 47% di tutta la forza lavoro sanitaria… il che basterebbe anche a rivedere le statistiche su contagi e decessi in ambito sanitario su una più reale base proporzionale …
 
Evidentemente ci sarà pure qualcuno, quindi, che penserà che in virtù di ciò gli infermieri si siano già creata, sempre in analogia medica, una sorta di “neo-dominanza infermieristica”, ed i recenti esiti in bozza della legge di manovra gli darebbero anche ragione: quindi esistono i medici, gli infermieri e … nessun altro.
 
Ma attenzione: al di là delle possibili e legittime azioni di “rappresaglia” delle altre professioni “in minoranza”, che certamente si propongono non soltanto di correggere questa azione di discriminazione da parte del governo nei confronti di chi lavora, esattamente come gli infermieri, con competenza e professionalità per garantire i livelli essenziali di cura senza i quali il sistema sanitario crollerebbe (Su Facebook è nato un gruppo che in due giorni ha già radunato 4.000 professionisti della salute) … , ma anche di ovviare a decenni di politiche “con il cappello in mano” , operate dagli altri ordini professionali, quello che gli infermieri sembra stiano conducendo è, viste le loro stesse precedenti evangelizzazioni, un contraddittorio esperimento su se stessi, restando in sospensione all’interno di una vasca di deprivazione sensoriale: un ambiente isolato, per ottenere la massima assenza di percezioni esterne … il noto risultato di un film del 1980 è quello di una regressione primordiale …
Si spera gli infermieri possano auto-curarsi da questo stato di allucinazione.
 
Dr. Calogero Spada
Dottore Magistrale
Abilitato alle Funzioni Direttive
Abilitato Direzione e Management AA SS 
Specialista TSRM in Neuroradiologia 

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