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Giovedì 04 FEBBRAIO 2021
Covid. Ospedale Pertini, inaugurati 10 nuovi posti in terapia intensiva

Un milione e 340mila euro di finanziamento, lavori terminati in soli 35 giorni. Consentirà di dividere pazienti Covid da no Covid. L’assessore: “Abbiamo messo in campo un sforzo considerevole che rimarrà come patrimonio per tutto il Ssr anche nelle fasi successive”. Gli fa eco il dg Degrassi: “struttura modulare che, al momento, risponde alle esigenze della pandemia, ma che in futuro potrà essere riconvertita”.

Oggi nel quadrante Est della città di Roma è stata inaugurata, presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Sandro Pertini, una nuova Area Intensiva con 10 posti letto dedicati all’assistenza di pazienti Covid in condizioni critiche trasportati dai mezzi di soccorso. Una struttura che in fase pandemica consentirà la separazione dei pazienti Covid da quelli no Covid. Presenti all’inaugurazione l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato e il direttore generale della Asl Roma 2, Flori Degrassi.

“Una struttura nuova, modulare e dotata di tutte le ultime tecnologie – ha commentato D’Amato – e che sarà utile in questa fase come argine per contrastare il Covid in un ospedale importante nella rete come il Pertini. Abbiamo messo in campo un sforzo considerevole che rimarrà come patrimonio per tutto il sistema sanitario regionale anche nelle fasi successive”.

L’intervento ha previsto la fornitura e posa in opera di una tecnostruttura prefabbricata di 160 metri quadrati da adibire a 10 posti letto di terapia intensiva con locali ancillari annessi (locale di monitoraggio, deposito sporco, deposito pulito, locale tecnico e servizio igienico). Il finanziamento per l’intervento è stato di 1 milione e 340mila euro (iva esclusa) e i lavori sono terminati in soli 35 giorni di cantiere.

“I mesi di ottobre e novembre hanno messo l’operatività dell’ospedale, come tutti gli ospedali italiani, in crisi a causa dell’emergenza Covid”, ha spiegato il dg Degrassi.

“La legge 34/200 – ha spiegato - ci ha messo nelle condizioni di poter estendere la risposta all’emergenza realizzando questa struttura modulare che, al momento, risponde alle esigenze della pandemia, ma che in futuro potrà essere riconvertita in base alle emergenze ed all’attività del pronto soccorso”.

“Ringrazio i tecnici che ci hanno lavorato permettendo la realizzazione di questa struttura in poco tempo, completa degli allestimenti sanitari all’avanguardia”, ha concluso il dg.

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