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Martedì 02 NOVEMBRE 2021
I big data e analytics trasformeranno il Sistema sanitario nazionale

L’esperienza del Pronto Soccorso dell’AO San Giovanni Addolorata raccontata al FORUM PA Sanità. Credo che l’utilizzo dei dati potrà migliorare i processi di pronto soccorso e, più in generale, la capacità delle aziende sanitarie di prendersi cura dei pazienti: coinvolgendo i professionisti ed investendo in formazione, puntando alla qualità del dato, generando cultura al cambiamento, utilizzando i dati anche ai fini della comprensione della medicina di precisione e della medicina centrata sulla persona

L’importanza dei dati per le organizzazioni, a qualsiasi livello ed in qualsiasi settore, con alcuni richiami specifici rispetto al mondo della sanità relativamente ai dati sulla diffusione degli analytics, ai possibili casi d’uso nel mondo healthcare, alla raccolta dei dati come strumento abilitatore, di analisi, di valorizzazione e miglioramento dei servizi. Su questi temi ho portato il contributo progettuale del mio ospedale, l’AO San Giovanni Addolorata di Roma, nel corso della 6^ edizione di FORUM PA in una tavola rotonda di confronto sui big data e analytics che trasformeranno il Sistema Sanitario Nazionale.
 
Per capire l’importanza determinante dell’utilizzo dei big data in Pronto Soccorso dobbiamo partire dalla complessità organizzativa che richiede, con molteplici processi imprevedibili e subentranti, il cui sistema informativo gestisce numerosi dati e si interfaccia con gli altrettanti numerosi sistemi informativi, sia ospedalieri che del 118. Grazie all’interesse della Direzione Strategica aziendale verso innovazione digitale ed organizzativa, nell’ottica di un processo di cambiamento culturale ed organizzativo attraverso l’Operation Management aziendale, in Pronto Soccorso è stato implementato un progetto di process mining, per modellare i processi, valutarne la performance, promuovere azioni di miglioramento, creare gestione semplificata e rapida del workflow dell’organizzazione, generare cultura al cambiamento sia all’interno dell’organizzazione del PS che delle strutture organizzative ad esso connesse, attraverso la leva del coinvolgimento attivo e motivato di tutti gli operatori sanitari. Intraprendere il progetto di process mining in PS significa operare in team multidisciplinare con esperienza in gestione ed estrazione dati, operation management e process mining, organizzazione aziendale, percorsi clinici.
 

L’analisi dei dati, estratti ed interpretati, ha condotto, infatti, nell’immediato al coinvolgimento del personale sanitario afferente al PS, con l’informazione relativa al progetto, le finalità e gli obiettivi del progetto stesso, la condivisione dei dati, nell’ottica del processo di cambiamento culturale oltre che organizzativo; all’istituzione del team dell’operation management aziendale; alla riorganizzazione ed al rafforzamento del team del bed management; al miglioramento del cruscotto informatico realtime dei posti letto ospedalieri; all’istituzione del reparto di predimissione/holding area; alla riorganizzazione delle aree ospedaliere di ricovero sia mediche che chirurgiche e specialistiche; all’istituzione di un modello organizzativo per il trasferimento dei pazienti nelle strutture sanitarie territoriali sia dal Pronto Soccorso che dai reparti di degenza.

Il process mining è una grande opportunità nel settore dell’emergenza che valorizza le grandi moli di dati dei sistemi informativi del PS, nella logica dell’”analisi dei processi” volta a “migliorare i processi”, in un setting come quello del PS che è lo “specchio” di “flussi interni di lavoro, di relazione ospedale-territorio, sia in entrata che in uscita, di relazione PS-ospedale”, promuovendo il cambiamento culturale di approccio all’Healthcare in urgenza.
Nell’esperienza dell’AO San Giovanni Addolorata di Roma il punto di forza del progetto sono state le persone, i professionisti, attraverso la leva del coinvolgimento attivo e motivato, affinchè l’analisi di “numeri”, contestualizzati in “dinamiche di flussi e processi”, abbia condotto ad un iniziale “cambiamento dell’organizzazione” in “miglioramento”.

L’obiettivo finale sarebbe quello di creare un’interfaccia informatica accessibile a tutti gli operatori sanitari ospedalieri che dia la possibilità in tempo reale di monitorare, in modo tempestivo e proattivo, come le proprie decisioni e azioni cambiano e migliorano istantaneamente l’organizzazione e quindi la qualità e la sicurezza delle cure al paziente.

Credo che l’utilizzo dei dati potrà migliorare i processi di pronto soccorso e, più in generale, la capacità delle aziende sanitarie di prendersi cura dei pazienti: coinvolgendo i professionisti ed investendo in formazione, puntando alla qualità del dato, generando cultura al cambiamento, utilizzando i dati anche ai fini della comprensione della medicina di precisione e della medicina centrata sulla persona, quindi alla medicina di qualità.

Ogni prestazione del paziente nel percorso di cura e assistenza, dalla diagnosi al trattamento e al monitoraggio genera una grande quantità di dati che risiedono all’interno delle strutture sanitarie in data base separati e indipendenti, con una visione a SILOS. Abbiamo bisogno che i dati siano integrati in una prospettiva di tipo “patient journey” e tempestivamente disponibili attraverso cruscotti di analisi e interpretazione, perché il valore del dato è funzione della capacità di produrre conoscenza e favorire decision making: per una medicina di complessità, di precisione, predittiva e di prevenzione.
 
I lavori sono stati introdotti da Antonio Veraldi, Responsabile Area Sanità e Regioni -  FPA, moderati dal dr. Stefano Aiello, per Partners4Innovation, insieme al dott. Della Sciucca, Marketing & Pre-Sales Manager -  Artexe, al dott. Delledonne, Professore Dipartimento di Biotecnologie Università di Verona, al dr. dott. Delgrossi, Direttore Sistemi Informativi -  Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) della Brianza. 
 
Maria Pia Ruggieri
Direttore UOC Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso
DEAI II livello - AO San Giovanni Addolorata - Roma

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