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La prevalenza dei tumori: il numero di chi vive dopo una diagnosi di tumore aumenta di circa il 3% l’anno


24 SET - La prevalenza dei tumori indica il numero di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Questo numero, calcolato in un periodo e in una popolazione definita, dipende dalla frequenza (incidenza) e dalla prognosi (sopravvivenza) della malattia oncologica e da vari fattori. Innanzitutto l’età, in quanto l’invecchiamento della popolazione porta con sé un aumento del numero assoluto di persone che si ammalano di cancro (incidenza). A sua volta, tale aumento determina un incremento della prevalenza dei tumori. Inoltre, il numero di persone viventi dopo una diagnosi tumorale aumenta quanto più a lungo vivono le persone dopo la malattia.

Quanti sono gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore
I dati dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori indicano un costante aumento del numero degli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, circa il 3% l’anno. Il numero di prevalenti, che era di 2 milioni e 244 mila nel 2006, è aumentato sino a quasi 3 milioni e mezzo nel 2019.
 
Nel 2019, infatti si stima che gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore siano 3.460.025, equivalente al 5,3% dell’intera popolazione (un italiano su 19). Di queste persone, il 54% sono donne (1.870.906), cioè il 5,8% della intera popolazione femminile italiana. Sono oltre un milione e mezzo i maschi (1.589.119), pari al 46% del totale dei casi prevalenti e al 4,8% della popolazione maschile. 
 
Negli uomini, la malattia più frequentemente diagnosticata è risultato il tumore della prostata (471.108 casi), seguita dai tumori del colon-retto (250.969) e della vescica (219.001). Questi tre tipi di tumore rappresentano, nel complesso, circa il 60% di tutti i casi prevalenti. Il tumore della mammella è di gran lunga il più frequente nel sesso femminile (815.002 casi), quasi la metà (44%) di tutte le donne che vivono dopo una diagnosi di tumore. Le altre sedi più frequenti sono il colon-retto (230.749), la tiroide (158.447) e l’endometrio (corpo dell’utero, 116.772 casi). I primi quattro tipi di tumore rappresentano il 71% di tutte le diagnosi registrate nelle donne in Italia. (Figura 1) 
 
 
 
Prevalenza per tempo dalla diagnosi
Le persone che vivono dopo diagnosi di tumore da più di 5 anni nel 2019 sono quasi 2,3 milioni, i 2/3 del totale dei pazienti prevalenti e il 3,5% di tutta la popolazione italiana. I pazienti la cui diagnosi risale, invece, a oltre 10 anni sono il 39% del totale, il 44% nelle donne. 
In particolare, nel 70% delle donne prevalenti dopo un tumore della mammella, la malattia è stata diagnosticata da oltre 5 anni, in quasi il 50% di esse da più di 10 anni. 
 
Percentuali inferiori di persone vive da oltre 10 anni dalla diagnosi si osservano per i tumori del colon-retto (61%), quando la ripresa di malattia è però molto rara e i pazienti possono ritenersi guariti. Oltre la metà dei pazienti con tumore del polmone ha avuto invece una diagnosi da meno di 5 anni. 
 
Guarigione
È stato stimato che oltre la metà delle donne cui è stato diagnosticato un tumore sono guarite o destinate a guarire (frazione di guarigione del 52%).
 
Tra gli uomini, tale percentuale è più bassa (39%) a causa della maggior frequenza di tumori a prognosi più severa. 
 
La frazione di guarigione supera il 75% per il tumore della prostata e, in entrambi i sessi, per i tumori della tiroide e i melanomi. (Tabella 1).
 
Il tempo necessario a raggiungere la stessa attesa di vita della popolazione generale è inferiore ai 5 anni tra i pazienti cui è stato diagnosticato un tumore della prostata, e inferiore a 10 anni per quelli con tumore del colon e melanoma. Per alcune tipologie di tumori, tra le quali il tumore della mammella è il più frequente, un eccesso di rischio che la malattia si ripresenti si mantiene molto a lungo (oltre 20 anni), rispetto alla popolazione generale.
 
Va tuttavia notato che solo un terzo delle donne con tumore della mammella morirà a causa di tale tumore. Anche per i pazienti con tumori della vescica o del rene, linfomi non-Hodgkin (in particolare i linfomi a grandi cellule B o follicolari), mielomi e leucemie, in particolare per le varianti croniche un eccesso di rischio permane per oltre 15 anni.
 
Oggi almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.
 
 
Tabella 1. Frazione di guarigionea e tempo per la guarigioneb in Italia per i principali tipi di tumorec.
a. Stimata per i pazienti diagnosticati in Italia nel 2000, come media di tutte le età, pesata per il numero di casi in ciascuna di esse Dal Maso 2019.
b. Stimato nella classe di età più frequente (65-74, tranne che per i tumori della tiroide, 15-44) per i tumori con frazione di guarigione >20% in almeno uno dei 2 sessi.
c. Tumori che interessavano (prevalenza) oltre 100.000 persone, ordinati per frequenza di prevalenza.
 


24 settembre 2019
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