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Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria entro 4 giorni

01 GIU - L’intervento di colecistectomia può essere effettuato in laparoscopia o a cielo aperto (laparotomia), ma nei casi non complicati è la colecistectomia per via laparoscopica ad essere considerata il “gold standard”. Non c’è, comunque, una significativa differenza in mortalità o complicanze tra tecnica laparoscopica e laparotomica. La prima è tuttavia associata a una degenza ospedaliera e a una convalescenza significativamente più brevi rispetto al classico intervento a cielo aperto. Secondo la letteratura medica, la degenza post-operatoria dopo colecistectomia laparoscopica è in generale compresa tra 3 e 5 giorni. La “Degenza post-operatoria entro 4 giorni” è dunque un indicatore corretto per verificare la buona performance delle strutture. Essendo calcolati sulla base delle informazioni desunte dalla scheda di dimissione ospedaliera in cui solo raramente viene segnalato il doppio intervento, questi indicatori non possono tener conto dell’eventuale conversione dall’intervento laparoscopico a quello laparotomico. Infine, poiché in letteratura è noto che esiste un’eterogeneità di offerta degli interventi effettuati in laparoscopia tra strutture e popolazioni, dovuta in parte a fattori come l’età, la gravità della colelitiasi o le comorbidità dei pazienti, viene definito l’indicatore “Proporzione di colecistectomie laparoscopiche” che misura la proporzione di interventi effettuati in laparoscopia. Sono riportati i risultati delle strutture con un volume annuo di colecistectomie laparoscopiche >85. (media esiti Italia 57,74%) 

 
Per il Molise non vi sono risultanze. Per quanto riguarda la Campania, rispetto ad altri indicatori la situazione è più equilibrata. Vi sono infatti sia strutture con performance negative (la CC Villa Maria di Baiano con il 5,1%, la CC Villa dei Fiori di Acerra al 12,2% e l’Ao S. G. Moscati di Avellino con il 26,4%), che con esiti favorevoli come per esempio la CC N.S. di Lourdes di Massa di Somma 91,8%, cui segue l’Azienda ospedaliera Vincenzo Monaldi di Napoli 91,4% e la CC Meluccio di Pomigliano D'Arco con l’89%. Più negativa la situazione in Puglia dove sono maggiori le strutture con esiti sfavorevoli. L’ultimo è stato fatto registrare dall’ospedale Mons.  Dimiccoli di Barletta con l’1,8% 8il peggior esito di questa puntata), cui segue il Servizio Ospedaliero S. Giacomo di Monopoli con il 9,2% e l’ospedale G. Panico di Tricase con l’11,3%. Gli esiti più favorevoli li ha evidenziati invece il presidio ospedaliero Valle d'Itria di Martina Franca con il 93,9%. Il secondo esito è invece quello dell’ospedale CC Sollievo di S.G. Rotondo (86,8%). In Basilicata, infine, nessuna struttura ha registrato esiti sfavorevoli e segnati in rosso. Il migliore esito è stato registrato nell’ospedale S. Carlo di Potenza con l’88,2%.

01 giugno 2012
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