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La Legge Balduzzi e quella regolamentazione sul posizionamento della sale da gioco mai attuata

di Giovanni Rodriquez

20 MAG - Nel corso del convegno organizzato oggi dal Condacons a Roma in tema di dipendenze e gioco d’azzardo, il capo dipartimento politiche antidroga alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Serpelloni, aveva spiegato che tra gli obiettivi prioritari era necessaria una regolamentazione sia degli spot che invitano a giocare, sia del numero e posizionamento delle sale.

Su questo punto c’è però da dire che un tentativo di regolamentazione era stato proposto nei mesi passati con la legge Balduzzi, che, oltre ad inserire le ludopatie nei Lea, nell’articolo 7 al comma 10 aveva stabilito che:
“L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, tenuto conto degli interessi pubblici di settore, sulla base di criteri, anche relativi alle distanze da istituti scolastici primari e secondari, strutture sanitarie ed ospedaliere, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa sancita in sede di Conferenza unificata, da emanare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, provvede a pianificare forme di progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, che risultano territorialmente prossimi ai predetti luoghi. Le pianificazioni operano relativamente alle concessioni di raccolta di gioco pubblico bandite successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e valgono, per ciascuna nuova concessione, in funzione della dislocazione territoriale degli istituti scolastici primari e secondari, delle strutture sanitarie ed ospedaliere, dei luoghi di culto esistenti alla data del relativo bando. Ai fini di tale pianificazione si tiene conto dei risultati conseguiti all'esito dei controlli di cui al comma 9, nonché di ogni altra qualificata informazione acquisita nel frattempo, ivi incluse proposte motivate dei comuni ovvero di loro rappresentanze regionali o nazionali. Presso l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, a seguito della sua incorporazione, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un Osservatorio di cui fanno parte, oltre ad esperti individuati dai ministeri della Salute, dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, dello Sviluppo economico e dell’Economia e delle finanze, anche esponenti delle associazioni rappresentative delle famiglie e dei giovani, nonché rappresentanti dei comuni, per individuare le misure più efficaci al fine di contrastare la diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Ai componenti dell’Osservatorio non è corrisposto alcun emolumento, compenso o rimborso spese”.

Il termine dei 120 giorni è ormai scaduto e non è stato emanato ancora nessun decreto per dare il via a questa ricollocazione che, tra le altre cose, impedirebbe anche la nascita di nuove sale da gioco nei pressi di questi luoghi “sensibili”.
 
Giovanni Rodriquez
 

20 maggio 2013
© Riproduzione riservata

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