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Corruption in sanità. Questi dati sono una mazzata nello stomaco

15 APR - I dati contenuti nel Libro bianco dell’Ispe Sanità che presentiamo in anteprima sono una mazzata nello stomaco. Pensare che ogni anno possano andare bruciati oltre 23 miliardi di soldi pubblici destinati ad assistere e curare le persone malate, a fare prevenzione, a controllare alimenti e allevamenti e fare tutte le altre cose che fa la sanità pubblica italiana, non è accettabile.
 
Il dato potrebbe essere sovrastimato, come ammettono gli stessi ricercatori, ma neanche troppo. E quello che lascia tramortiti non è tanto quello sulla corruzione vera e propria stimata tra i 5,6 e i 6,4 miliardi a seconda degli studi (basti pensare che la Guardia di Finanza ha proprio ieri presentato il suo report 2013 dove risultano accertati e sanzionati in sanità 1mld di illeciti e quindi il dato reale è naturale che possa essere molto più alto), quanto i valori riportati dall’Ispe Sanità per sprechi e inefficienze, indipendenti da fenomeni corruttivi in senso stretto e indicati rispettivamente in 3,2 e 14 miliardi di euro.
 
Se questi dati corrispondessero alla realtà dei fatti (e secondo l’Ispe Sanità ci vanno molto vicini) vorrebbe dire che più del 20% della spesa sanitaria pubblica si potrebbe risparmiare e reinvestire per superare le tante accertate disparità assistenziali e gestionali da un capo all’altro della Penisola.


In questo senso la spending review di Cottarelli appare quasi una passeggiata. Il punto e il rischio che vediamo nella pubblicizzazione di questi dati in un momento così delicato per la nostra economia e per la necessità di usare bene ogni euro a nostra disposizione, è quello che possa prevalere la mannaia sul ragionamento. E’ bene quindi tenere sempre presente che la nostra spesa sanitaria pubblica resta tra le più basse d’Europa”nonostante” tutti questi sprechi (illegali o frutto di cattiva gestione quasi poco importa) e che anche per questo i livelli di assistenza sanitaria non sono certo d’eccellenza in tutto il Paese.
 
E allora si estirpi corruzione, malaffare incapacità gestionali e quant’altro ma per mettere le risorse che ne deriveranno in pratiche, atti e programmazione di una sanità finalmente all’altezza e realmente accessibile a tutti allo stesso modo.
 
C.F.

15 aprile 2014
© Riproduzione riservata

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